Fisco: frode da 180 milioni a Brescia. Agli arresti 11 imprenditori

“Operazione Pulcinella”: così la Guardia di Finanza di Brescia ha soprannominato la vasta operazione che le ha consentito di individuare una frode fiscale di 180 milioni di euro e arrestare 11 imprenditori, 9 del bresciano, uno del napoletano ed uno ancora ricercato. L’operazione, ancora, ha comportato la denuncia di altre 28 persone ed il sequestro di beni per un ammontare di 10 milioni circa.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Brescia e partite oltre due anni fa con l’identificazione di un uomo originario del napoletano alla guida di un Suv con a bordo 300 mila euro in contanti, hanno consentito di individuare un giro di false fatturazioni, illeciti guadagni ed evasione fiscale nel settore della compravendita di rottami metallici.

Protagonisti della truffa tre società cartiere, di Arzano (NA), Ravanusa (AG) e Paderno Franciacorta (BS), costituite con il fine di emettere fatture false a fronte di acquisti in realtà effettuati in nero da 15 società vere ubicate tra la provincia bresciana e quella di Napoli.

Attraverso pedinamenti, controlli e intercettazioni è stato possibile ricostruire il movimento di denaro derivante dagli assegni e dai bonifici con cui venivano pagate le cartiere per le transazioni commerciali di facciata, denaro che poi veniva restituito alle imprese destinatarie dei rottami metallici decurtato della percentuale spettante alle società cartiere per il servizio prestato.

In tal modo le aziende vere riuscivano a vendere prodotti senza pagare tasse, offrendoli ai clienti a prezzi inferiori a quelli medi di mercato.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, ha coinvolto circa 100 militari della Gdf, con la collaborazione degli altri reparti del Corpo della provincia di Brescia, del I Gruppo di Napoli, del Gruppo di Formia, della Compagnia di Casalnuovo di Napoli, della Compagnia di Capua e della Tenenza di Voghera.

Sequestrata anche un’autovettura Wiesman Roadster prodotta a mano in un numero limitato di esemplari del valore di 300mila euro.

Marco Notari