Nucleare: una guerra esclusivamente mediatica

Anno 2011. In Italia si è aperta una guerra sul nucleare, uno scontro pacifico che vive solo sul piano mediatico.

Da una parte il “Forum Nucleare Italiano”  (FNI) un’entità che si presenta come “neutrale” e che ha lo scopo di riaprire il dibattito sull’impiego dell’energia nucleare in Italia, ma chi rappresenta veramente?

Dall’altra Greenpeace che così si definisce sul suo sito: <<Greenpeace è un’associazione non violenta, che utilizza azioni dirette per denunciare in maniera creativa i problemi ambientali e promuovere soluzioni per un futuro verde e di pace. Greenpeace è indipendente e non accetta fondi da enti pubblici, aziende o partiti politici. >>, che cerca di rappresentare l’ambiente.

Cosa ha dato il via alla “guerra”? Veniamo ai fatti.

Dopo anni dal famoso Referendum per l’abrogazione dell’uso dell’energia nucleare in Italia, uno spot del FNI ha riaperto su vari canali televisivi il dibattito sulla possibilità o meno di riprendere ad utilizzarla in Italia. Già per questa contraddizione che vede un’iniziativa volta a riaprire una discussione chiusa anni fa a maggioranza popolare, varie associazioni hanno iniziato ad controbattere a questo tipo di informazione.

Fra queste la nota Associazione ambientalista Greenpeace ha voluto “lottare” alla pari e non solo a parole sui giornali, ha così realizzato un contro spot. Quest’ultimo, creato da un’agenzia di cui la stessa associazione verde non può fare il nome per motivi di possibili ritorsioni è stato donato a Greenpeace. L’associazione ambientalista non ha la disponibilità economica della FNI ed ha usufruito di questa possibilità. Inoltre per diffondere il filmato ha chiamando i suoi affezionati che navigano sul WEB a vederlo e condividerlo con tutti, così da fare contro informazione.

Nucleare si o nucleare no? Non è questo l’oggetto unico della discordia. Il punto puramente di principio è che chi sta facendo “informazione” pare sia sbilanciato più a favore del nucleare che contro ed inoltre la critica sarebbe anche sulla legalità o meno di aprire un tale dibattito a livello nazionale e con così forti spinte mediatiche, visto che, come detto, il popolo italiano ha già fatto una scelta precisa: “non ne parliamo più!”.

Forse ciò che non era stato specificato agli Italiani è  che questa scelta, fatta anni fa, poteva comunque essere soggetta a scadenza. Ma chi ha deciso che il “No al nucleare” ha fatto la muffa? Con questo, si ribadisce che non si vuole entrare nel merito che l’uso dell’energia nucleare sia o non sia conveniente e futuribile, si vuole solo ricordare che prima di partire e sfondare il muro si potrebbe anche bussare.

I.T.