Veltroni: ricominciamo da Torino

Walter Veltroni ha scelto di ritentare da Torino. Sabato 22 gennaio, nel capoluogo piemontese, l’ex sindaco di Roma darà il via a una grande convention (già ribattezzata “Lingotto 2”) organizzata da Movimento democratico per illustrare le linee guida a cui il Pd dovrebbe – a suo avviso – ispirarsi. Un progetto ambizioso, nel quale Veltroni ha rimesso grandi speranze.

“A Torino – ha spiegato il democratico a La Stampa – sta scritta tutta intera la storia italiana: è qui che si è costituita la grande industria, che c’è stata l’immigrazione, che ci sono state grandi lotte operaie e sindacali, perché è la città colta del Politecnico, di Bobbio, di Foa. Perché è il luogo della modernità – ha aggiunto – così come della profondità italiana. Dunque una città con cui fare i conti sempre, non a caso ha avuto negli anni grandi amministrazioni, l’ultima quella di Chiamparino, e ancora oggi, con la vicenda Fiat-Mirafiori – ha notato Veltroni – Torino è stata il crocevia di una sfida di cambiamento e innovazione”.

“Qui c’è tutto quello che credo riguardi il Pd – ha continuato l’animatore di Modem – tutti questi elementi, che trasferiscono anche simbolicamente l’idea di una città avamposto della modernità italiana. E quindi il luogo dove meglio si può declinare quella che io sono convinto sia l’identità del Partito democratico: modernità e giustizia sociale“.

Del resto, nella sua analisi i tempi sono maturi: “Il sogno di un partito riformista – ha spiegato il democratico – non solo è ancora realizzabile, ma è quello di cui l’Italia ha bisogno per uscire da un incubo come quello della stagione berlusconiana. E credo che o la politica del Pd ritrova questa grandezza e quest’ambizione, oppure faticherà a costruire quell’alternativa che oggi si rende assolutamente necessaria di fronte al tramonto tragico e persino grottesco del berlusconismo”.

“Questo tramonto – ha proseguito l’esponente del Pd – sarà più lento se non ci sarà un’alternativa e non ci sarà alternativa senza una grande e ambiziosa forza di centrosinistra. E mi fa piacere che con noi ci saranno tutti i dirigenti del Pd, ma anche intellettuali, amministratori. Che spero guardino a questa scadenza come un’occasione in cui si tornerà a parlare di ‘cose’ – ha concluso – in un momento così drammatico e cupo della vita politica”.

Maria Saporito