I cruciverba della Santanchè e quelle definizioni mancanti

Nata il 7 aprile 1961, Daniela Santanchè è una di quelle persone alle quali non si può dire che siano incapaci di ritornare sui propri passi. Anzi, l’avvenente cuneense non ha alcuna paura di rivedere le cose e magari correggerle.

Sin dal nome.

Al secolo Daniela Garnero, scelse di acquisire il cognome Santanchè, dopo essere convolata a nozze con l’omonimo e rinomato chirurgo estetico che di nome fa Paolo. Il matrimonio giunse al capolinea, mentre il cognome e i ritocchi proseguirono la corsa.

Nonostante si prodighi sempre ad apparire una donna tutta d’un pezzo, Daniela Santanchè ha, specialmente negli ultimi anni, sofferto di forti vertigini politiche.

Era il marzo del 2008 quando l’allora candidata premier de La Destra cercava di sedurre le elettrici, mettendole in guardia da quello che, più che un avversario politico, sembrava solo uno un vecchio porco, ovvero Silvio Berlusconi:  «Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Berlusconi, perché lui ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali».

A quella frase, qualche settimana dopo, ne fece seguito un’altra, molto meno allusiva: «Berlusconi è ossessionato da me. Tanto non gliela do…».

Riguardo a queste due dichiarazioni, visto che si parla sempre di privacy e del cattivo costume giornalistico nel voler entrare sin dentro le stanze da letto dei politici, noi ci limitiamo ad affermare a posteriori solo una cosa: la Santanchè, l’enigmistica non l’ha mai amata. O perlomeno non i cruciverba.

Perse, come d’altronde era preventivabile, le elezioni politiche, Daniela iniziò il suo riavvicinamento nei confronti del tanto bistrattato Silvio Berlusconi, divenuto Presidente del Consiglio per la quarta volta: prima parlò di destra extra parlamentare troppo nostalgica e anacronistica, poi si elesse portavoce di quella «destra leale a Berlusconi» affrancandosi da Francesco Storace e formando il Movimento per l’Italia, per finire con il federarsi a tutti gli effetti con il Pdl.

Berlusconi che di carattere è sempre stato generoso – e stando alle notizie circa gli ultimi scandali sessuali, lo è più facilmente con le donne procaci – premiò il revisionismo della bella Daniela nominandola sottosegretario per l’Attuazione del Programma. Una delega al nulla, ma sempre meglio di niente, avrà pensato Berlusconi. Se poi magari, oltre a rinnegare l’enigmistica…

Il presente ci mostra, oggi, una donna con una missione ben precisa: trasformare il brutto porco di una volta in un vecchietto arzillo che sa il fatto suo. Altro che pagare prostitute, quelle – direbbe la Santanchè, ma in verità tra uno strillo e l’altro lo fa già ben capire – gliela danno perché gli piace.

Definizione: sette lettere. E chi se ne frega se verticale o orizzontale.

Sono vietate le parolacce.

Simone Olivelli