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Il consiglio di Bossi: Silvio, va’ a riposarti

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Da buon alleato e sincero amico, Umberto Bossi consegna l’unico consiglio possibile al premier: “Vada un po’ a riposare da qualche parte che qui ci pensiamo noi”. Il leader della Lega ne è convinto: il Caso Ruby ha provocato “scossoni” traumatici e ha messo a repentaglio la serenità del presidente del Consiglio; per questo – secondo il ministro per le Riforme – non è possibile immaginare di caricare sulle spalle del Cavaliere ulteriormente fatica o pensieri.

Ma ai giornalisti che, maliziosi, hanno letto nelle sue parole il suggerimento di rassegnare le dimissioni: “Si sa bene che quella cosa lì non la fa – ha precisato il Senatur – E’ inutile chiedere cose che non servono a niente“. E ritorna, piuttosto, a fornire la sua personale opinione sulla vicenda: “In un paese normale e democratico – ha ripreso Bossi – queste cose non avvengono, non si mette così sotto pressione il presidente del Consiglio. E’ il presidente del Consiglio mica la mafia. Berlusconi – ha insistito il leader del Carroccio – è stato praticamente circondato, tenuto sotto pressione, controllato da tutte le parti. E’ facile in questo caso trovare delle cose”.

Nei giorni scorsi il ministro per le Riforme ha incontrato il presidente del Consiglio per rinsaldare l’asse dell’alleanza fondata sul federalismo. Non solo, il Senatur ha anche trovato il tempo per difendere il Cavaliere dalle accuse mossegli dai quattro angoli, impugnando anche un insidioso braccio di ferro con il Vaticano, che ieri, con il segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha espresso grande preoccupazione per gli ultimi accadimenti politici.

“Il Vaticano non si commenta – ha detto ieri Umberto Bossi – ma penso che per loro sia facile parlare. Berlusconi si è trovato con la casa circondata, controllavano tutti, chi entrava e usciva. Perché non hanno controllato anche là?”. Un’intemperanza a cui il Senatur ha dovuto tempestivamente rimediare: “Non ho mai criticato il Vaticano – ha aggiustato il tiro in serata – Bertone è persona che stimo molto. Quando vado in Vaticano incontro lui. D’altra parte – ha osservato lucido il leader della Lega – loro fanno il loro mestiere, noi facciamo il nostro“.

Maria Saporito