SBK, presentato il team Pata Racing Aprilia di Haga

Tempo di presentazioni per il mondiale Superbike. Dopo il Castrol Honda Team e il BMW Motorrad Italia, anche la neonata struttura Pata Racing Aprilia ha mostrato la sua nuova organizzazione per il 2011, con importanti cambiamenti sia a livello dirigenziale che nel box. Tale progetto è nato dalla fusione di due realtà discretamente importanti nel panorama delle derivate:il DFX CorseBRC Racing. Una preziosa alleanza che ha fatto nascere questa inedita squadra che si poggia però su una solida base. Un punto cruciale che ha convinto il pilota giapponese Noriyuki Haga ha firmare il contratto, sicuro della loro competitività.

La moto a disposizione in fondo e proprio la Aprilia RSV4 campione nel mondo 2010 con Max Biaggi, mezzo affidabile e veloce che se domato può permettere grandi risultati. L’importanza poi di avere come pilota uno del calibro di Haga, vero Top Rider in Superbike dopo le innumerevoli stagioni passate da protagonista, ha convinto Aprilia a supportare direttamente il progetto, portando nel team due ingegneri che lavoreranno solo sulla moto del giapponese per renderla il più possibile vicina alle sue richieste di. D’altro canto le ambizione vi sono eccome: “Penso che con questa moto potrò tornare a vincere ancora e cercare di raggiungere il mio obiettivo di 60 vittorie in carriera.” A parlare è proprio Noriyuki che vuole a tutti i costi tornare sul gradino più alto del podio anche dopo al triste parentesi Ducati.

Punto al titoloma il primo obiettivo sarà quello di battere l’Aprilia ufficiale”. Ovvero precedere i campioni del mondo in carica. Nessun timore referenziale ed assoluto desiderio di primeggiare. Si vuole dimenticare in fretta i brutti momenti passati l’anno scorso, seguendo quel titolo iridato sempre sfuggito nonostante i tanti anni di carriera e le molteplici vittorie. La speranza è che questo nuova sfida combaci anche con un nuovo periodo d’oro per il giapponese, consentendogli di chiudere l’avventura nel mondo delle corse nel miglior modo possibile.

Riccardo cangini