Il tesoro di Oak Island: un mistero massonico?

C’è una piccola isola canadese, Oak Island, che è stata teatro di uno dei più lunghi scavi “archeologici” della storia, e che è ancora oggi meta di ricercatori di tesori e di appassionati del mistero provenienti da tutto il mondo. La leggenda ha inizio nel 1975 quando Daniel McInnis, o McGinnis, durante una passeggiata sull’isola, si trovò dinanzi ad una depressione nel terreno, in corrispondenza della quale era posta una carrucola, attaccata al ramo di una grande quercia. Il giorno seguente il giovane McInnis tornò sul luogo insieme a due amici, esperti conoscitori della storia della pirateria locale, e insieme decisero di intraprendere uno scavo, certi che avrebbero trovato un tesoro. Ma il trio non riuscì a convincere nessun abitante locale a collaborare, e così abbandonarono temporaneamente l’impresa. Da quel momento, però la buca nel terreno venne ribattezzata Money Pit, pozzo del denaro.

All’inizio dell’ottocento i tre amici, vennero contattati da un uomo d’affari, Simeon Lynds, il quale aveva come obiettivo la creazione di un consorzio di cercatori di tesori: i lavori presso il pozzo ebbero inizio tra il 1803 ed il 1804. Trovarono strati di legno di quercia, alternati a strati di argilla, carbone e un materiale fibroso identificato come guscio di cocco, fino alla profondità di 27,4 metri, alla quale si imbatterono in una pietra piatta recante una strana ed indecifrabile scritta. La campagna di scavo venne interrotta a causa di un allagamento, al quale non si riuscì a porre rimedio.

Negli anni seguenti, diverse compagnie si avvicendarono presso il Money Pit, senza ottenere però nessun risultato: la Truro Company nel 1849, la Oak Island Association e la Oak Island Eldorado Company nel 1866, la Oak Island Treasure Company nel 1897, fino alla Triton Alliance nel 1966. Dopo l’apertura del sito a fini turistici, le campagne di ricerche finirono.

La storia misteriosa di Oak Island è stata affrontata da Joe Nickell su “Skeptical Inquirer” nel marzo 2000, scritto nel quale si affrontano in modo critico gli avvenimenti e i ritrovamenti di Money Pit. La prima circostanza strana è la presenza della carrucola, e delle iscrizioni misteriose sul legno della quercia antistante: quale pirata avrebbe lasciato segni così evidenti della presenza di un tesoro nascosto? Tra l’altro già nel 1911 un ingegnere, Henry L. Bowdoin, attribuì la conformazione del sito a fenomeni naturali, fatto che venne avvalorato dagli studi del geologo, Rudolph Faribault.

Nickell sottolinea nella sua pubblicazione la presenza di vari elementi che farebbero riferimento alla Massoneria, la famosa società segreta nata nel 1700. Ad esempio l’immagine della cripta è stata utilizzata da diversi scrittori in riferimento a tesori segreti, uno su tutti Sir Arthur Conan Doyle, massone dichiarato. Il Money Pit sarebbe quindi collegato all’iconografia della cripta segreta, e le scritte trovate sulla quercia potrebbero essere simboli massonici. Esiste un rito massonico nel quale il candidato viene calato in un pozzo attraverso una serie di botole, portando con se vanga, piccone e palanchino. Inoltre la descrizione della probabile presenza di uno scrigno di legno nel pozzo è identica a quella narrata nella leggenda massonica della cripta segreta.

Che ci sia o no di mezzo la massoneria in questa vicenda, una cosa appare chiara: nessun tesoro giace sul fondo del Money Pit.

Alice Ughi