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Appello Bagnasco: l’opposizione sprona i cattolici della maggioranza

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”Vi è del marcio a Palazzo Chigi e, di fronte a questo marcio così evidente, nessun cittadino e nessun cattolico della maggioranza può continuare a mantenere un comportamento omertoso e complice”. Il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, commenta così l’appello rivolto in merito alla vicenda Ruby dal cardinale Angelo Bagnasco a tutti gli ”attori della scena pubblica” affinché abbiano atteggiamenti più sobri e rispettosi del proprio ruolo.

“Berlusconi – dichiara Orlando – ha violato il secondo comma dell’articolo 54 della Costituzione che impone, per chi riveste pubbliche funzioni, non solo di non violare la legge e la Carta, ma anche di esercitare il proprio mandato pubblico con disciplina ed onore. La permanenza in carica del presidente Berlusconi – conclude il portavoce Idv – è diventata ormai un problema per l’intero Paese e per la sua credibilità all’estero e dovrebbe esserlo anche per gli stessi elettori del Pdl e della Lega che continua ad obbedir tacendo”.

A Orlando fa eco il senatore democratico Roberto Di Giovan Paolo, il quale si augura “che i cattolici del Pdl capiscano che non si può continuare con la logica dei vizi privati e delle pubbliche virtù. Le parole del cardinale Bagnasco fungano da spunto di riflessione e facciano aprire loro gli occhi”.

”Non chiediamo moralismo ma coerenza – aggiunge il segretario della Commissione Affari Europei – Berlusconi per anni si è accreditato come difensore dei principi cattolici, ma quanto emerge ne fa uno dei suoi più accaniti nemici”.

”Interpreto il monito di Bagnasco in modo semplice: il suo è un richiamo a tutti i cattolici, a cui chiede un salto di qualità nel vivere coerentemente i principi cattolici. Non è soltanto un richiamo ai politici”, dichiara invece la deputata Udc, Paola Binetti.
”Molti vorrebbero interpretare l’appello di Bagnasco come ad un unico soggetto. A me sembra invece che, in ordine temporale, prima Bertone, poi il Papa, e oggi Bagnasco, si siano rivolti a tutti, non direttamente al mondo della politica, e nessuno può sentirsi escluso. Bagnasco – conclude la Binetti – ci dice che in tempi di globalizzazione la questione etica diventa deflagrante e tocca tutti”.

Soddisfatto del monito lanciato da Bagnasco è anche Enzo Carra, altro deputato del partito di Casini, il quale si augura ”che anche il presidente del Consiglio legga queste parole e ne tragga le conseguenze”.

”Ancora una volta dobbiamo essere grati alla Chiesa italiana per le riflessioni pacate che attraverso il presidente dei Vescovi, compie sulla nostra realtà. E’ del tutto sbagliato – sostiene l’esponente centrista – isolare alcune parti del complesso discorso di Bagnasco per applicarlo strumentalmente alle vicende politiche e giudiziarie. E’ del tutto chiaro però quale sia il riferimento che il presidente della Cei fa quando, ad apertura del consiglio permanente, ricorda che ‘chiunque accetta di assumere un mandato politico deve essere consapevole della misura e della sobirietà, della disciplina e dell’onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda”’.

Raffaele Emiliano

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