Istat: vita media in aumento, nascite in diminuzione

Gli italiani vivono sempre più a lungo. Le nascite, invece, diminuiscono nonostante il contributo dato dalle madri straniere. Lo rivelano le stime anticipate dei principali indicatori demografici relativi all’anno 2010, diffusi dall’Istat.

È il quarto anno consecutivo che la differenza tra nascite e decessi registra un saldo di segno negativo, in misura ancor maggiore rispetto a quella del precedente triennio. Le nascite sono stimate pari a 557mila unità, da cui deriva un tasso di natalità pari a 9,2 per mille residenti. Rispetto al 2009 si rilevano 12.200 nascite in meno: una riduzione che riguarda tutto il territorio nazionale, tranne Molise (+2,3%), Abruzzo (+1,5%), provincia autonoma di Bolzano (+0,6%) e Lazio (+0,1%). In particolare le nascite da madre italiana registrano un calo di oltre 13mila unità sul 2009. Crescono, invece, le nascite da madri di cittadinanza straniera. Secondo le stime dell’Istat, infatti, nel 2010 oltre 104mila nascite sono attribuibili a madri straniere: in particolare in regioni come Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, dove la popolazione straniera sul territorio è più radicata, oltre una nascita su quattro proviene da una coppia straniera o da una coppia con madre straniera e partner italiano.

Per contro aumenta la vita media: gli uomini raggiungono il livello di 79,1 anni e le donne quello di 84,3 anni. All’età di 65 anni la speranza di vita residua è, nel 2010, di 18,3 anni per gli uomini e di 21,9 anni per le donne. A livello territoriale emerge che le regioni più favorite, per quanto riguarda la sopravvivenza, sono quelle del Nord-est e del Centro. Tanto nelle prime quanto nelle seconde gli uomini raggiungono una vita media di 79,4 anni, con il primato regionale detenuto dalla provincia di Bolzano (80,2 anni), seguita dalle Marche (80 anni). Per quanto riguarda le donne, le regioni del Nord-est raggiungono una vita media di 84,8 anni, dunque superiore a quella delle altre regioni. Per le donne del Centro, invece, la vita media è più bassa e pari a 84,5 anni: unica eccezione le Marche, che detengono il primato di sopravvivenza femminile (85,5 anni), seguite dal Trentino-Alto Adige (85,3 anni).