La versione di Mora: ad Arcore non solo ragazze

Le accuse di favoreggiamento e induzione alla prostituzione ipotizzate contro di lui non hanno impedito al noto impresario dei vip, Lele Mora, di raggiungere ieri il Teatro “San Babila” di Milano per consegnare ai tanti giovani (di belle speranze) accorsi i preziosi suggerimenti per diventare una star. Confortato dalla presenza di volti più o meno noti del piccolo schermo, Mora ha presenziato all’incontro “Tu come noi“, dimenticando per un attimo le grane legate alle sue frequentazioni nella villa di Arcore.

Raggiunto dai microfoni de Il Fatto Quotidiano ha fornito la sua versione dei fatti e fotografato l’intraprendenza dei tanti ragazzi che, rivolgendosi alla sua agenzia, chiedono di raggiungere il successo: “Credo che i giovani che hanno voglia di fare questo lavoro – ha spiegato – non sono timidi. Si lasciano andare, si sbloccano e quando mirano ad arrivare al successo si lanciano“. Interpellato sullo spinoso argomento: “Le cene si fanno dappertutto – ha poi notato – e Arcore è un posto particolare”.

“Niente escort, come vogliono far credere – ha assicurato Mora – ma solo persone che vogliono stare vicino a un uomo molto importante, che può dargli qualcosa a livello di attenzione, un uomo molto generoso che aiuta tutti. Ci sono tante persone che giocano su questo sistema e che affermano delle cose che non hanno senso”.

Nessuna “condanna”, dunque, per il presidente del Consiglio, che – stando a quanto ipotizzato dalla procura di Milano – amerebbe circondarsi di giovani donne disinibite: “A volte tu hai voglia di stare in compagnia della gente – ha spiegato l’impresario – e non c’erano solo ragazze, c’erano musicisti, imprenditori, cerano politici, produttori della televisione. C’era parecchia gente, non solo ed esclusivamente donne, dunque chi allarga e dice delle cose in più – ha continuato Mora – esagera”.

A volte eravamo anche solo io ed Emilio Fede a cena ad Arcore – ha puntualizzato l’agente dei vip – A vari inviti che il presidente mi ha fatto, ha sempre detto: ‘Porta chi vuoi’“. Una gentilezza che, evidentemente, Lele Mora ha preso alla lettera, concedendosi di estendere l’invito a numerose ragazze della sua scuderia. Quelle che egli stesso ha definite “non timide” e che spesso “si lanciano” per raggiungere il successo.

Maria Saporito