Marcegaglia: Da sei mesi il governo è immobile

Il caso Ruby in particolare che tiene praticamente sotto scacco il Parlamento, la risicata fiducia della maggioranza, e la situazione politica in generale hanno suscitato la ferma protesta di Confindustria.
Nei primi mesi della crisi il governo ha tenuto i conti pubblici a posto e abbiamo visto invece cosa succede in Portogallo e Spagna, ha detto la Marcegaglia, leader degli industriali, ma ora serve di più: da sei mesi a questa parte l’azione del governo non è sufficiente.
Marcegaglia ha denunciato l’immobilismo del governo, a fronte della necessità di varare le riforme, favorire la crescita e superare la crisi. Se il governo non è in grado di farlo, ha concluso, bisogna fare altre scelte.

Un forte richiamo alla responsabilità è arrivato durante l’intervista andata in onda a Che tempo che fa, programma di Fazio.
Serve stabilità, ma non fine a se stessa. Serve stabilità per fare le riforme. Nelle prossime settimane dovremo verificare se il governo è in grado di fare le riforme, altrimenti bisogna fare altre scelte: non si può più aspettare.
Dai giornali italiani ed esce un’immagine non positiva del nostro Paese. Ma quando sono all’estero sottolineo sempre che c’è un’altra Italia, un’Italia che va a letto presto e si sveglia presto, che lavora, che produce, che fa impresa e che si impegna.

La presidente di Confindustria riconosce il merito del governo nell’aver varato alcune riforme importanti, gli ammortizzatori sociali in deroga, la riforma dell’università. Ora però bisogna fare di più. Fare le riforme strutturali. Liberalizzazioni, infrastrutture, pubblica amministrazione, ricerca e innovazione. In particolare, abbiamo migliaia di euro di investimenti in infrastrutture che sono bloccati in tutto il paese. E’ necessario sbloccare tutto questo e denunciare chi li blocca.

L’obiettivo fondamentale, secondo Marcegaglia, è la crescita: La mancanza di crescita incattivisce la società. C’è un tema economico, ma anche morale ed etico. E di benessere più in generale. Credo che il Paese si debba davvero concentrare sul tema della crescita. Vuol dire speranza per i giovani. Il dato dei due milioni di giovani che non studiano né lavorano è drammatico. Invece c’è una totale disattenzione. Si parla di tutto, ovviamente i temi di questi giorni, tranne che di questo. Ma questo è il tema che interessa ai lavoratori, ai cittadini, alle imprese.

Il leader degli industriali non vuole entrare nel merito del caso Ruby, la politica deve governare il paese verso i risultati sperati soprattutto in termini di crescita, di occupazione, di stabilità, di conti pubblici.

Matteo Oliviero