Bondi: Mozione di sfiducia in aula domani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:03

Per la maggioranza ci sarà un nuovo banco di prova domani.
La conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso di confermare per domani alle 17 il voto sulla mozione di sfiducia contro il ministro della Cultura Sandro Bondi.
La richiesta di rinvio era stata formulata dall’Udc, ma il Pdl si è opposto.
Lo stesso ministro si era detto questa mattina contrario allo slittamento.

La mozione non è altro che un nuovo atto dello scontro tra il Pdl e Lega e l’intera opposizione, compreso il Terzo Polo.
Tra i più duri con Bondi il leader dell’Api Francesco Rutelli, tra i redattori della mozione di sfiducia del Terzo polo. Invece di piagnucolare su presunti complotti, Bondi risponda sulle cinque proposte che il Nuovo Polo ha avanzato, che sono anche una ancora di salvezza perché il ministro non vada alla deriva con Tremonti, ha commentato Rutelli ricordando che i cinque punti in questione sono la proroga triennale del tax credit per il cinema, il reintegro del Fus a 450 milioni di euro, la deroga per l’assunzione del personale idoneo; l’eliminazione dei limiti di spesa agli enti locali per mostre e sponsorizzazioni e il ripristino dei fondi per il ministero
Se la risposta sarà positiva siamo pronti a riesaminare il nostro voto sulle mozioni di sfiducia.Rutelli non si rende neppure conto di mancare di buon gusto e di un minimo di serietà politica, ha risposto il Ministro, ha ripetutamente chiesto le mie dimissioni, attraverso un atto parlamentare inusuale e eccezionale come quello della mozione di sfiducia individuale. Rutelli conosce bene il mio impegno per ottenere maggiori risorse e soprattutto per realizzare quel cambiamento di cui anche il mondo della cultura ha urgente bisogno. In un paese normale e civile, tutto questo farebbe parte del normale confronto politico e per certi aspetti anche di una possibile collaborazione. E in un paese normale tutto ciò si discuterebbe senza far pendere sugli avversari politici il ricatto e l’intimidazione di una mozione di sfiducia individuale, condizionata, per riprendere il linguaggio di Rutelli, all’accettazione delle proposte del terzo polo come fossero una ‘ancora di salvezza.

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