Il Cav e la telefonata a Lerner. L’opposizione: “Ha perso il senso del limite

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:56

“Gravissima aggressione” dice Rosy Bindi, “attacco gravissimo e indecente” rincara Beppe Giulietti: a tenere banco, oggi, è l’intervento telefonico di Silvio Berlusconi durante la puntata di ieri de L’Infedele su La7. Nel quale gli insulti, di certo, non sono mancati.  “Dire a Lerner che il suo programma è un postribolo vuol dire perdere il senso del limite che dovremmo avere tutti”, commenta Beppe Fioroni, Pd. Il presidente dei democratici, Bindi, dice di sapere per certo “che i suoi blitz televisivi sono l’espressione violenta della sua inadeguatezza, politica e morale”.

“Stiamo superando il livello di guardia della tenuta democratica del Paese. Il governo è nelle mani di un Cavaliere dimezzato dagli scandali che anziché provare la propria innocenza davanti ai giudici, come vuole la Costituzione, tenta di delegittimare e intimidire chiunque voglia ragionare sulla verità dei fatti e lo richiama alle proprie responsabilità”, ha aggiunto il vicepresidente della Camera. “Berlusconi se ne deve andare al più presto, prima che siano definitivamente compromesse la dignità delle istituzioni, la credibilità dell’Italia -e il rispetto delle più elementari regole di convivenza civile”.

Emma Bonino, radicale, preferisce invece concentrare l’attenzione sulla “disobbedienza” di Iva Zanicchi. Che, ospite in studio e invitata dal premier a lasciare il programma di Gad Lerner. Una scelta fatta “rischiando persino l’ira di chi, avventatamente, pensa di poter disporre di tutto e di tutti a sua piacimento”. Diversamente da Daniela Santanché, continua, “che interpreta scompostamente il copione deciso dal sultano che sa che la menzogna ripetuta più volte può diventare verità, ma una donna che dà esempio della sua dignità senza voltare gabbana. In quale paese del mondo civile un presidente del consiglio telefona in diretta, a mezzanotte inoltrata per gridare sguaiatamente a una sua deputata di alzarsi e andare via da uno studio televisivo che chiama ‘postribolo televisivo‘ solo perché racconta una cronaca, non necessariamente vera, ma che lui vuole vietare senza l’onere del contraddittorio?”.

Per Leoluca Orlando, Idv, il Cav “Non è il padrone dell’Italia e non è al di sopra della legge che gli piaccia o no. Non si può permettere di alzare la cornetta, insultare chi ha solo la colpa di dire la verità e riattaccare il telefono come fanno gli adolescenti”. Sulla stessa linea Fli, per bocca di Della Vedova: “Che un presidente del Consiglio chiami per parlare a un libero giornalista con un tono intimidatorio, perché quel giornalista ha un editore e quell’editore può dipendere dai provvedimenti che il governo può prendere, vuol dire aver perso il senso della misura”.

v.m.

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