Mario Adinolfi: battuta omofoba contro Signorini, e i gay protestano


Lo scivolone del giornalista e blogger Mario Adinolfi sui gay sta diventando, a tutti gli effetti, una bagarre che propone discussioni mai sanate.

I temi: omofobia, involontaria o meno, e linguaggio deliberatamente volgare.

Qualche giorno fa, il blogger, già aggredito da una banda di sedicenni, aveva scritto su facebook una frase ritenuta offensiva verso Alfonso Signorini: “Me fa na p… a due mani quel frocetto”.

Il contesto, chiaramente scherzoso, era frutto di una conversazione sullo shopping.

Quando qualcuno aveva scritto, “Stai attento che non ti becchi Signorini”, riferendosi, forse, alle accuse del giornalista verso i comunisti, rei di vestire cashmere e griffati, è partita la frase incriminata, rivolta poi anche ad alcuni commessi, “Ho anche dialogato amichevolmente con i servetti gay su maculati, leopardati e affini”.

Contesto scherzoso, si diceva, comunque non giustificabile e poco riconducibile per una persona oggetto, qualche settimana fa, di scherno e violenze per la sua obesità, come ricorda chi si batte per i diritti civili e per la comunità omosessuale italiana.

Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, lo attacca affermando: “Adinolfi eviti di usare un linguaggio omofobo e chieda scusa. Trovo insopportabile che giornalisti e commentatori si lascino andare a questo linguaggio da caserma. Conoscendo bene il linguaggio della comunicazione, e, quindi, il peso delle parole, devono sapere il messaggio che viene veicolato da certi termini spregiativi”.

Si agginge il presidente nazionale Arcigay, Paolo Patanè: “Siamo chiaramente in un contesto scherzoso e sono certo che Adinolfi non è una persona omofoba. Quello che, però, emerge da questi commenti, è che spesso gli atteggiamenti omofobi e discriminatori sono involontari. Questi comportamenti devono farci riflettere, perché sono segnali di un’abitudine a voler fare dei gay degli oggetti di scherno”.

Il diretto interessato, lungi dal voler essere definito omofobo, si giustifica: “Sono battute che capita di fare su Facebook. Certo, era un momento in cui ero particolarmente arrabbiato con Signorini per il ruolo che sta svolgendo in questo periodo, e un’invettiva contro di lui avevo tutta la voglia di farla. Sono, però, oltre ogni possibile sospetto di discriminazione, anche perché, ogni giorno, la subisco sulla mia pelle, in quanto persona obesa”.

Carmine Della Pia