Raccoglie le firme contro la Minetti. Rischia l’espulsione dal Pdl

Non lo avrebbe mai immaginato ma ora rischia l’espulsione dal Pdl.
Sara Giudice, 25 anni, dal 2006 consigliere di zona a Milano per il partito di Berlusconi, nei giorni scorsi, dal suo profilo Facebook, ha lanciato una raccolta firme per chiedere le dimissioni del consigliere regionale Nicole Minetti, indagata nel cosiddetto Rubygate con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione.

Purtroppo per lei la cosa non è andata giù ai vertici del partito in Lombardia, la strategia è solo difendere il premier, e chi non lo fa pagherà a sue spese.
Nei prossimi giorni si terrà infatti un vertice a porte chiuse fra i coordinatori del Pdl lombardo per discutere il suo caso. Solo che Sara non è stata invitata e quindi gli eventuali provvedimenti saranno decisi senza darle la possibilità di difendersi.

Negli scorsi giorni, il coordinatore del Pdl lombardo Guido Podestà e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni hanno bollato la sua iniziativa come qualcosa di fuori dal partito. A oggi solo suo padre, Vincenzo Giudice, consigliere comunale del Pdl a Milano, si è esposto per difenderla.

Per il momento dico: vediamo cosa succede. Penso che la decisione che prenderanno per me sarà la risposta migliore. Certo è che il problema della democrazia e della mancanza di dialogo all’interno dei partiti rimane. Soprattutto nel Pdl, che ha una struttura particolare con questo leader forte che è Silvio Berlusconi senza una vera e propria dirigenza alle spalle. E questo si vede anche dalle decisioni sulle candidature, che sono tutte buttate lì, senza un senso. Questa è un’autocritica che il partito deve fare, se vuole maturare. E dopo più di quindici anni sarebbe anche opportuno, ha ribadito lei al giornalista de L’espresso.

Io volevo semplicemente portare una voce che nessuno stava ascoltando. La mia non voleva essere una critica distruttiva, ma una critica costruttiva. Del resto, se in appena due giorni la mia petizione è stata firmata da più di tremila persone, fra le quali anche moltissimi militanti del Pdl, vuol dire che il problema è sentito all’interno del partito. E invece Formigoni ha detto che non ho mai fatto parte del Pdl. “Tu non esisti”, mi ha detto. Quando io avevo fatto campagna elettorale per lui, alle scorse regionali.

La raccolta firme è contro il “modello Minetti” e non contro la persona. Non è un’iniziativa personale, ma è tutta una problematica quella denunciata da chi ha aderito all’appello: chiediamo una nuova classe dirigente per questo paese. Noi vogliamo dire che esiste un popolo di centrodestra che non ha nulla a che vedere con il modello delle show-girl.

Matteo Oliviero