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Allarme paracetamolo? Possibili danni al fegato

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Allarme paracetamolo? La frase è vera in parte. Prima di correre preoccupati dal dottore è meglio leggere attentamente quanto segue. L’antipiretico o antidolorifico per eccellenza potrebbe si causare danni al fegato ma solo se assunto in modo sconsiderato.

Per capire  la notizia è bene andare per ordine e cercare di essere chiari. Innanzitutto bisogna stabilire dove possiamo trovare tale sostanza. Forse non tutti sanno che, almeno in Italia, farmaci come Tachipirina e Efferalgan sono a base di paracetamolo. I nostri medici di base ci indicano questi medicinali per curare i sintomi di raffreddore o influenza. Molto spesso la tachipirina è usata soprattutto per far abbassare la febbre.

In secondo luogo è utile procedere con i piedi di piombo e dire con esattezza che il paracetamolo è al centro di un allarme sanitario in America poiché gli studiosi pensano che esso possa provocare insufficienza epatica e di conseguenza possa  portare anche alla morte. In merito a questa scoperta i medici fanno sapere che la sostanza incriminata, nota anche con il nome di acetaminofene, è altamente tossica per il nostro fegato se viene  assunta in quantità eccessive. Essa diventa ancora più pericolosa, poi, se combinata con determinati altri farmaci.

In merito alla vicenda si è pronunciata la Food and Drug Administraton (FDA) affermando che bisognerà abbassare la quantità di paracetamolo al momento della creazione delle pillole. Da 500mg per capsula si dovrà passare a solo 325mg. In questo modo gli scienziati pensano che si potrà evitare la comparsa di controindicazioni e soprattutto di danni alla salute delle persone. Il cambiamento avverrà in modo graduale e progressivo.

Per quanto riguarda il nostro paese ad allarmarsi per tale notizia è stato soprattutto l’Aduc che ha pensato bene di avvertire il Ministro Ferruccio Fazio. Ciò su cui fa leva l’Aduc  è proprio l’alto dosaggio e la facilità con cui si può reperire un farmaco che contenga la sostanza incriminata, proprio questi motivi possono quindi indurre i pazienti a ‘considerarlo ‘innocuo’ nonostante le indicazioni contenute nei foglietti illustrativi sui possibili danni epatici, renali, del sangue nonché delle reazioni allergiche che può scatenare’.

Prima di prendere qualsiasi medicina è bene controllare con attenzione le controindicazioni e chiedere al medico maggiori informazioni senza pensare di volersi curare da soli.

Alessandra Solmi