Il Giornale all’attacco di Vendola: Non può fare la morale

«Noemi era la pupilla e Ruby il culo, Nichi Vendo­la è l’orecchio». Inizia così un articoletto comparso oggi su Il Giornale, diretto da Alessandro Sallusti.

Il quotidiano della famiglia Berlusconi si lancia così in un attacco contro la presunta superiorità morale professata dal leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola. Ma quale sarebbe la colpa di cui si sarebbe macchiato il governatore della regione Puglia, così da giustificare un pezzo intitolato “Ma quest’uomo può mettersi a fare la morale?“?

La risposta agli sventurati lettori arriva direttamente dalla foto che in questo caso funge da traino per lo scritto: nell’immagine si vedono Vendola e l’ex leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, partecipare a un gay pride. Fin qui poco male o quasi, per il bigottismo omofobo di certa stampa, ma ciò che fa uscire di senno i timorati del dio pagano residente ad Arcore è il fatto che nella foto è presente un altro uomo che «in paglietta e sorri­sino» avvicina la propria lingua all’orecchio dell’evidente vizioso Vendola.

Ad aggravare la posizione del leader di Sel, qualora ce ne fosse ancora il bisogno, il fatto che il tutto si sia svolto in un luogo pubblico e non «nella tavernetta di casa sua». Che schifo, avrà pensato il tetro Sallusti.

Ciò che però è sfuggito ai colleghi de Il Giornale – parliamo al plurale perché l’autore dell’articolo ha avuto almeno il buon gusto di non firmarsi – è un dettaglio non da poco e lo si nota fin dall’incipit: Noemi Letizia, Ruby Rubacuori e l’omosessuale vicino a Vendola non possono fare parte dello stesso insieme.

E non perché le prime due abbiano le tette e il terzo no; ma semplicemente perché Noemi e Ruby erano minorenni nel periodo in cui hanno avuto a che fare, in maniera anche poco chiara, con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mentre il giovane «in paglietta» sospettiamo che la maggiore età l’abbia superata già da un pezzo.

Tranne che, e qui ci rivolgiamo all’esimio Fabrizio Cicchitto, sul tavolo del governo non ci sia la proposta di redigere una legge che regoli l’acquisizione della maggiore età nei casi di omosessuali dotati di «soffice e ga­gliarda lingua».

Simone Olivelli