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Mentana: Berlusconi non può lamentarsi, è lui che dà il cattivo esempio

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Da quale pulpito viene la predica? E’ questa l’opinione che Enrico Mentana, direttore del TG di La7, si è fatto a proposito della sequela di insulti che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha scagliato contro Gad Lerner, intervenendo telefonicamente durante l’ultima puntata de L’Infedele.

Mentana ha introdotto il suo intervento elencando tutti gli epiteti utilizzati da Berlusconi, facendo seguire poi la citazione delle lodi indirizzate dal Premier alla tanta discussa Nicole Minetti.

Il conduttore difende l’intera categoria dei giornalisti dicendo: «Pur al cospetto, in queste settimane, di un’inchiesta a tinte forti, noi giornalisti non abbiamo mai utilizzato questi aggettivi. Sarebbe opportuno che nessuno usasse questi termini offensivi, soprattutto se è il presidente del Consiglio».

Poi, rivolgendosi direttamente a Berlusconi, ha detto: «Presidente, noi tutti qui facciamo il nostro lavoro e pur non essendo nessuno esente da critiche, un conto è lamentarsi, un altro è offendere una trasmissione, un conduttore, i suoi ospiti e i suoi telespettatori. Ancor più se si è padroni di una televisione privata e si telefona a un’altra, in qualche modo concorrente».

L’ex dipendente delle reti Mediaset ha concluso il proprio intervento, facendo un invito generale alla moderazione anche in una situazione delicata come quella attuale che vede Berlusconi indagato per prostituzione minorile e concussione.

Per Mentana «non si può pretendere che i giornalisti pesino tutti i termini, quando l’esempio che arriva dall’alto è questo», facendo così chiaramente riferimento alle sceneggiate infuocate che Berlusconi usa fare, intervenendo nelle varie trasmissioni televisive e non concedendo alcuna possibilità di ribattere.

Nella foto: un incontro televisivo tra Mentana e Berlusconi, quando il conduttore lavorava ancora per Mediaset.

Simone Olivelli

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