Newnotizie al concerto di Max Gazzè al Teatro Manzoni di Milano

E’ una serata fredda il 24 gennaio in quel di Milano. Al Teatro Manzoni va in scena Max Gazzè, per la tappa meneghina del suo tour Quindi?.
Non è un soltanto un concerto, bensì due concerti in uno. Il primo tempo completamente acustico vale già il prezzo del biglietto anche se, dopo l’intervallo, lo show ricomincia, questa volta “in elettrico”.

Sul palco, oltre ovviamente a Gazzè, voce e basso, vi sono i “maestri” (come lo stesso cantante li chiama) Clemente Ferrari (synth, tastiere, fisarmonica), Giorgio Baldi (chitarre) e Luca Trolli (batteria e percussioni).

Si inizia con Su un ciliego esterno: i quattro, perfettamente allineati verso il pubblico, mostrano grande affiatamento e ottima sintonia che si riversano in arrangiamenti coinvolgenti, alcuni dei quali decisamente innovativi.
Si gustano, estratte dal magnifico bouquet dal quale può attingere questo pregevole artista, Cara Valentina, Colloquium vitae, Il timido ubriaco, Autoironia.
Spiccano Se piove, dove Gazzè dimostra, ancora una volta, la sua abilità tecnica al basso, improvvisando un assolo slap e Una musica può fare, ultimo brano del repertorio acustico, che diventa, inaspettatamente per alcune battute, un valzer.

Dopo l’intervallo, il sipario si apre in media res: la band, infatti, sta già suonando A cuore scalzo, singolo tratto da Quindi?: l’impatto è emotivamente forte, dopo un primo tempo decisamente più soft.
L’energia coinvolge anche il pubblico che si fa parte integrante del concerto, nonostante le poltroncine del teatro non sposino perfettamente la causa rock di Max.

Numerosi i brani proposti: Vento d’estate, La cosa più importante, Questo forte silenzio, L’ultimo cielo, riarrangiato in modo magistrale dove il basso è impegnato a scandire, quasi fosse una marcia militare, il ritmo. E poi ancora Impercettibili, La nostra vita nuova, Il solito sesso, Mostri, Annina, L’uomo più furbo. Il secondo tempo è a tutti gli effetti un concerto a sè stante entro il quale si ripercorre la ricchissima carriera dell’artista romano.

Tre i bis concessi: Il bagliore dato a questo sole, Mentre dormi, e, per finire, La favola di Adamo ed Eva che regala al pubblico in sala, in un intermezzo tutto in levare, un Gazzè nelle vesti di Bill Withers ad intonare Ain’t no sunshine.
Max Gazzè è come sempre all’altezza di Max Gazzè.

Pier Luigi Balzarini

Fotografie di Balzarini Pier Luigi, in esclusiva per Newnotizie