Tg1, caso Ruby “roba vecchia”: niente intercettazioni né commenti dell’opposizione

Alta tensione. I magistrati di Milano inviano alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera altre carte su escort e festini a luci rosse a casa del premier a villa San Martino? 227 pagine imbarazzanti, già definite dall’opposiozione “Pietra tombale”? Sì, e il Tg1 ne parla. A modo suo. Dopo un quarto d’ora.

La scaletta del telegiornale della prima rete: apertura sull’omicidio di Via Poma, e ok, a voler essere buoni. Servizio sulla fallita mozione di sfiducia a Sandro Bondi, e qualcosa comincia a puzzare. Qualcosa confermata dagli altri tre servizi: riforma del federalismo, Fini-Tulliani-Montecarlo e tutto lo scenario tanto gradito al Cav, con la delegittimazione del presidente della Camera Fini, e pezzo sulla trattativa fra lo Stato e la mafia del 1993 e sul nuovo interrogatorio a Nicolò Amato.

E poi? Poi Rubygate. 13 minuti 13, senza intercettazioni delle conversazioni, per esempio, fra le ragazze e la consigliere regionale Nicole Minetti, quel “si sta comportando da pezzo di merda pur di salvare il suo culo flaccido” che sta facendo il giro del web, prima di finire sulle prime pagine di domattina.

E gli sms, sempre dell’ex igienista dentale, “adesso fa finta di non ricevere chiamate, ma quando si cagherà addosso per Ruby chiamerà e si ricorderà di noi”, o la notizia del sequestro estivo di 12 chili di cocaina al fidanzato di Marysthell Polanco. Niente: genericamente, Elena Fusai parla di  “nuovi elementi raccolti durante le perquisizioni effettuate nel residence a Milano 2 di alcune ragazze coinvolte nell’inchiesta”, e del fatto che “in mano agli inquirenti ci sarebbe il racconto di una presunta supertestimone”.

Meglio, allora, far commentare la cosa a Jole Santelli, che bolla tutto come“roba vecchia”, e di non dar voce all’opposizione. Stile Minzolini.

v.m.