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E la casa di Montecarlo approda al Senato

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Chi pensava che il tormentone della casa di Montecarlo fosse faccenda da amarcord estivo, destinata a rimanere solo un molesto ricordo, dovrà ricredersi.

La querelle tra il presidente della Camera e il premier Berlusconi, tutta incentrata su quella proprietà “sospetta” riconducibile al cognato di Fini, Giancarlo Tulliani, ritorna di prepotenza nell’attualità politica, imponendosi come uno dei punti più urgenti da dibattere a palazzo Madama.

Questa mattina in Senato, infatti, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, risponderà a un’interrogazione parlamentare presentata dal pidiellino Luigi Compagna, sulla reale proprietà della casa monegasca. E lo farà mostrando le carte giunte negli ultimi giorni da Santa Lucia (l’isola caraibica in cui hanno sede le società off shore che avrebbero agevolato Tulliani nell’acquisto dell’appartamento) e tempestivamente trasmesse alla Procura di Roma.

In esse verrebbe confermato quanto fin qui sostenuto dai nemici di Fini, ovvero che il locale di Monetcarlo è di proprietà del giovane e chiacchierato cognato e che quindi è lecito richiedere – con ancora maggiore insistenza – le svelte dimissioni del presidente della Camera.

Il quale, ovviamente, non cede e controbatte con fermezza, denunciando il tentativo da parte dei suoi avversari di  “spodestarlo”  ricorrendo a metodologie subdole. A prendere le difese dell’ex aennino è il quartiere generale terzopolista che ribalta l’accusa, puntando l’indice contro Renato Schifani, reo – a loro dire – di aver agevolato la calendarizzazione in Aula della questione.

“La immediata calendarizzazione di una interrogazione contro il presidente della Camera – hanno denunciato ieri i sodali di Fini – la cui inammissibilità è evidente, rivela il ruolo ‘politico’ del presidente del Senato funzionale alle esigenze della maggioranza e del governo”.

Un attacco frontale, a cui il diretto interessato ha così replicato: “L‘interrogazione in questione non riguarda soggetti o comportamenti istituzionali, riferendosi genericamente alla vicenda della casa di Montecarlo senza citare il presidente Fini e comunque – ha tagliato corto Renato Schifani –  la seduta sulle interrogazioni era già stata calendarizzata”.

Maria Saporito