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Fiom, migliaia in corteo a Bologna. Camusso: “Governo chieda chiarimenti su investimenti”

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Un corteo di migliaia di persone, circa 30.000, è partito alle 9.30 di questa mattina da porta Saragozza e si è diretto lungo le strade del centro di Bologna. L’iniziativa regionale, proclamata dalla Fiom per contrastare l’estensione del così detto ‘modello Marchionne’ anche alle imprese metalmeccaniche dell’Emilia Romagna, è il preludio alla manifestazione nazionale in programma domani. Numerosi lavoratori, precari e studenti si sono recati in Piazza Maggiore per il comizio finale del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, e del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Tra i manifestanti era presente anche il candidato sindaco per il centrosinistra, Virginio Merola.

Quella di oggi è “una risposta eccezionale”, ha detto soddisfatto Landini, sottolineando come il risultato dello sciopero è stato “ottimo”.

“Dal governo, se la smettesse di occuparsi di cose che lo stanno rendendo lo zimbello del mondo, ci aspetteremmo che facesse il suo mestiere, cioè che chiamasse una grande impresa e chiedesse chiarimenti sugli investimenti”. Questa invece la richiesta del leader Cgil, Susanna Camusso, riferendosi al piano Fiat annunciato da Marchionne. “Chiarimenti – ha ribadito – su cosa significhi il piano degli investimenti dal punto di vista dei modelli, delle produzioni, dello sviluppo e dell’occupazione”. Poi un messaggio indirizzato alla stessa azienda torinese: “Non si può governare una fabbrica come se fosse una caserma”.

Sullo sciopero di oggi e su quello di domani è intervenuto, inoltre, il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: “Non mi interessa, è un problema della Fiom”, ha glissato nel corso di un convegno sul lavoro alla Luiss. “Noi cerchiamo di fare cose utili per le persone che lavorano – ha aggiunto – siamo estranei all’idea che il sindacato sia uno strumento per fini politici”.

Mauro Sedda