La protesta dilaga: è la volta dello Yemen

Non sembra intenzionata ad arrestarsi l’ondata di protesta partita dalla Tunisia. Dimostra, anzi, di essere particolarmente contagiosa, tanto che, dopo l’Egitto, intacca anche il non troppo vicino Yemen.

Migliaia di persone sono scese in piazza nella capitale Sanàa e in altre città per chiedere a gran voce le dimissioni del presidente Ali Abdallah Saleh , che da 32 anni detiene il potere e potrebbe ricevere un mandato a vita se venisse approvato un progetto di emendamento costituzionale attualmente in discussione in Parlamento. Alla testa dei cortei, organizzati dalla coalizione d’opposizione ‘Incontro comune’, ci sono ancora una volta i movimenti studenteschi che da giorni sono in mobilitazione nell’università di Sanáa. La richiesta è chiara: immediate dimissioni del presidente Saleh e dell’interno esecutivo a suo sostegno. “Il presidente tunisino se ne è andato dopo 20 anni, 30 nello Yemen sono sufficienti” gridano i manifestanti, evidenziando un inequivocabile legame con la vivace protesta tunisina che ha portato alla fuga del presidente Ben Ali, rifugiato in Arabia Saudita e sulla cui testa pende da ieri un mandato di cattura internazionale dell’Interpol. “No al rinnovo del mandato, no alla trasmissione ereditaria del potere” è l’altro slogan ricorrente dei manifestanti che puntano il dito anche contro la corruzione nella pubblica amministrazione.

Ma teatro della rivolta non è solo la capitale. La rabbia coinvolge anche le popolose città di Aden e Taiz, e potrebbe espandersi anche in altri governatorati.

C’è poi l’altro volto dello Yemen, quello che sostiene il presidente in carica. Nella stessa Sanàa, a poca distanza dal corteo di protesta, sono scesi in piazza anche i fedelissimi di Ali Abdallah Saleh in una sorta di contromanifestazione indetta dal Partito del Congresso, al governo nel Paese.

Secondo quanto riferisce la tv araba Al-Jazeera, i manifestanti filogovernativi sarebbero concentrati nella piazza centrale della città, mentre non si hanno per il momento notizie di scontri.

Raffaele Emiliano