Pannelli solari: il sole anche di notte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Gennaio 2011. E se qualcuno sostenesse la possibilità di sfruttare il sole anche di notte? Forse si potrebbe presupporre  una pazzia, ma per alcuni ricercatori fra cui Steven Novack, dell’Idaho National Laboratory del dipartimento americano dell’Energia, questa possibilità è diventata una realtà.

Negli studi più recenti sull’argomento si è arrivati a pensare di recuperare l’energia solare che viene rilasciata dopo il tramonto. Questa energia nascosta e invisibile agli occhi umani potrebbe dare una copertura energetica di 24 ore, superando così l’impossibilità dei pannelli solari tradizionali di produrre energia per tutta la giornata.

Mentre ai pannelli tradizionali serve la radiazione solare diretta per sfruttare un meccanismo che vede i fotoni che arrivano dal sole colpire i cristalli di silicio e creare un movimento di elettroni e quindi energia, per i pannelli attualmente in studio tutto si baserebbe sulla radiazione infrarossa. Circa il 50% dell’energia trasportata dai “raggi solari” che colpiscono il nostro pianeta è di tipo infrasosso. Invisibile agli occhi umani questa radiazione ha come effetto di scaldare l’ambiente. Di notte il terreno che ha immagazzinato energia per tutto il giorno, tende a rilasciare infrarossi. Quest’ultimi se non vengono rimbalzati da nuvole, tendono ad arrivare nell’alta atmosfera e a perdersi poi nello spazio.

Il meccanismo scoperto si basa sulla proprietà di piccoli nanotubi o antenne della dimensione di 700 nanometri, che sfruttando la loro struttura e dimensione vicina alla lunghezza d’onda degli infrarossi, riescono a catturarne una quantità considerevole. Del 84% di energia recuperata da queste antenne in laboratorio, sembra che la soglia del 46% sia raggiungibile anche in installazioni reali. Questo darebbe la possibilità di superare l’efficienza degli stessi pannelli fotovoltaici e permetterebbe di recuperare un energia che attualmente non viene fruttata.

I limiti? Gli investimenti e la voglia di studiare e realizzare questi tipi di impianti. Sfruttare queste ed altre tecnologie porterebbe un grosso aiuto a tutte quelle popolazioni disagiate per cui la produzione energetica tradizionale non è fattibile.

Chissà però se le lobby accetteranno tutta questa energia la cui materia prima è gratuita e se le lasceranno lo spazio necessario per essere realizzata.

I.T.

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