“Morte e resurrezione dei giornali”: ipotesi sul futuro dell’informazione

In un momento particolarmente delicato per la stampa nazionale italiana, Enrico Pedemonte, esperto di rete e di giornalismo, s’interroga sullo stato attuale del nostro sistema d’informazione nel suo ultimo libro “Morte e resurrezione dei giornali. Chi li uccide, chi li salverà”, edito da Garzanti, che sarà presentato mercoledì prossimo, 2 febbraio, al Melbookstore di Roma.

L’avvento dei nuovi media, l’accessibilità della rete, la crisi della carta stampata, le differenze tra informazione generalista e riviste di settore, tra testate d’impatto nazionale e quelle locali sono solo alcuni dei fattori che l’autore analizza per comporre un quadro più completo possibile del complesso panorama della comunicazione in Italia, prendendo in considerazione anche quanto sta accadendo nel mondo dell’informazione degli Stati Uniti e dell’Europa.

Un’accurata riflessione che coinvolge anche il concetto di servizio pubblico che, nelle parole di Pedemonte, dovrebbe essere ripensato e rovesciato, visto il ruolo cruciale che il quarto potere ricopre nella collettività moderna.  È possibile, dunque, “sognare” un diverso sistema dell’informazione per il nostro paese? Certo è che in un futuro non tanto lontano le maggiori testate mondiali cercheranno di adottare un modello di “ipergiornale”, caratterizzato e dominato dall’attiva e costante partecipazione dei cittadini.

Enrico Pedemonte
Morte e resurrezione dei giornali
Editore Garzanti
Pagine 237
Euro 14,60

Valentina De Simone