Il Terzo Polo parte da Todi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:07

E’ partito il conto alla rovescia a Todi, dove tra qualche ora il Terzo Polo avvierà la prima assemblea nazionale dei parlamentari di Udc, Api, Fli, Mpa, Liberaldemocratici e Repubblicani. Un battesimo atteso, volto a denunciare il fallimento del bipolarismo italiano, che ha condotto a una fase di stallo, dalla quale è possibile riprendersi solo investendo su una proposta alternativa.

Ne sono certi i circa cento parlamentari che oggi e domani si incontreranno a Todi per disegnare un’organizzazione più strutturata dell’intesa, anche in vista delle prossime elezioni amministrative di primavera. Non solo, i terzopolisti sanno che il loro sostegno all’interno del Parlamento può acquisire un’importanza centrale per la tenuta di qualsiasi governo e puntano per questo a definire entro tempi stretti i punti-cardine della loro attività politica.

Operazione non facilissima, se si pensa che all’interno della nuova alleanza convivono sensibilità assai diverse, che dovranno trovare una sintesi per evitare che l’intesa si sfarini. Il rischio, infatti, è che la “premiata ditta” proposta da Casini, Fini e Rutelli finisca per seguire il rovinoso esempio del Pd e si lasci vincere dalle discordie e dalle distanze intestine.

Intanto ieri mattina la nuova coalizione ha dato prova di compattezza nel corso dell‘interrogazione parlamentare presentata al Senato da un esponente del Pdl. Al centro del dibattito la chiacchierata casa di Montecarlo, che da proprietà dell’ex partito An sarebbe finita nelle mani del cognato del presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Sia i rutelliani che i centristi presenti in Aula hanno preso le difese del leader di Fli, annunciando la loro “indisponibilità” a prestarsi a un gioco al massacro subdolo e vile. “Per non prestarmi a quanto sta accadendo – ha detto ieri Francesco Rutelli – non ascolterò l’intervento del ministro degli Esteri. E’ sommamente inopportuno un dibattito come quello di oggi, che dovrebbe invece svolgersi – ha precisato il leader di Api – nelle sedi istituzionali proprie, cioè quelle giudiziarie”.

“E’ un atto vile politicamente, di cui io mi vergogno tanto – ha rincarato l’esponente dell’Udc, Giampiero D’Alia – che fa venir meno il ruolo di terzietà del presidente Schifani e del Senato stesso”.

Maria Saporito

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