Alfano: troppe resistenze alla riforma della giustizia

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha scelto di imboccare la via della polemica per segnare la sua partecipazione alla cerimonia d’apertura dell’anno giudiziario presso la Corte d’Appello di Roma.

“Mi pare davvero difficile – ha detto il Guardasigilli – negare l’impegno del governo in materia di giustizia se non fanno velo i sospetti, le reticenze e le resistenze all’innovazione ed il soverchiante ruolo dei media che, scelta la notizia che interessa, è in grado magicamente – ha denunciato il ministro – di far sparire dal contesto quella parte importante di impegno quotidiano”.

“Non è mancato l’impegno del governo – ha insistito Alfano – che si è concretizzato in numerose iniziative legislative, spesso approvate a larga maggioranza e talvolta all’unanimità, ed in una costante opera di amministrazione della macchina giudiziaria, fondata sul lavoro quotidiano al servizio della giurisdizione e nell’interesse dei cittadini“.

E per rendere più chiaro il concetto: “Resistenze corporative che vengono da più parti – ha ribadito il responsabile della Giustzia – ostacolano qualsiasi tentativo di riforma del sistema giudiziario italiano. Non ci sottrarremo al confronto delle idee purché si tenga conto del richiamo del primo presidente della Corte di Cassazione secondo cui, sul tema dell’efficienza della giustizia – ha precisato il Guardasigilli – nessuno può chiamarsi fuori limitandosi ad additare le colpe altrui”.

E che il malfunzionamento della macchina giuridica italiana non sia un fatto esclusivamente economico è una convinzione che il ministro ha consegnato a tutti i presenti: “Il dato di partenza – ha spiegato Alfano – è ben noto agli economisti ed agli analisti di organizzazione: la sola immissione di risorse economiche aggiuntive non risolve alcun profilo di inefficienza di qualsiasi organizzazione complessa”.

“Questa regola – ha continuato – è puntualmente confermata anche dai dati relativi al sistema giudiziario se è vero che  dal ’96 al 2007 sono stati spesi complessivamente, nel settore dell’informatica, più di due miliardi di euro, mentre nello stesso periodo – ha evidenziato – l’arretrato sia nel settore civile che in quello penale è sempre aumentato”.

Sull’emergenza carceri: “Si è dato avvio – ha affermato il ministro – a un intervento straordinario senza precedenti nella storia della Repubblica, vista l’entità degli investimenti, 675 milioni di euro, la tempistica della loro esecuzione, nell’arco di un triennio, e la nuova creazione di 9.150 posti, in esecuzione della prima parte del piano”.

“La frequenza degli episodi drammatici verificatisi all’interno degli istituti penitenzari – ha concluso Alfano – impongono il massimo dell’impegno possibile per evitare che possano reiterarsi in futuro”.

Maria Saporito