SBK, terminati i sfortunati test a Portimao

Si sono conclusi i primi test stagionali della Superbike a Portimao, dopo tre giorni di intenso ma sfortunato lavoro. Se infatti nella prima giornata tutto era filato liscio grazie ad un clima freddo ma asciutto, per le restanti due giornate la pioggia ha fatto da padrone, bagnando costantemente il circuito e non permettendo a team e piloti di rispettare il programma di lavoro che si erano prefissati. Per testare e capire fino in fondo i nuovi componenti occorre spingeremo al massimo, cosa ovviamente impossibile in condizione di asfalto bagnato. Il risultato finale non è stato soddisfacente per nessuno e la maggior parte delle squadre presenti torna a casa con troppi dubbi ed ipotesi.

L’unica struttura che può essere sufficientemente soddisfatta è il Ducati Effenbert-Liberty Racing, conscia di avere tra le mani una moto competitiva e la possibilità seria di ben figuarare in campionato. Un altro pilota che è riuscito a trarre informazioni positive è la new-entry Marco Meandri, ancora convalescente dopo l’operazione alla spalla. Se il primo giorno è stata caratterizzato da dolore e fatica, i restanti due invece sono nettamente migliorati grazie ad un feeling con la nuova Yamaha M1 che pian piano si sta creando e soprattutto il lusso di non dover caricare troppo peso sulla spalla infortunata grazie alle particolari condizioni dell’asfalto. La presenza quindi del pilota si è rilevata giusta nonostante una condizione fisica non ottima.

Chi invece non è soddisfatto è il campione del mondo in carica Max Biaggi. Lui e la sua Aprilia speravano di ricavare preziosi novità che potessero indirizzare meglio il lavoro e far capire ai tecnici di Noale cosa migliorare su una RSV4 già di per sé veloce e competitiva. Purtroppo il maltempo non ha permesso tutto ciò, rinviando il tutto ai prossimi test previsti in Australia verso la metà di febbraio, sperando di essere molto più fortunati. Il piccolo antipasto della nuova stagione è stato servito, ora non resta che aspettare con sempre più trepidazione l’arrivo dei piatti forti.

 

Riccardo Cangini