Bocchino: Berlusconi come Mubarak

“Siamo appena un passo sotto all’emergenza democratica, Berlusconi si dimetta e indichi al capo dello Stato una rosa di nomi su cui trovare una convergenza ampia”. Ad avanzare la proposta è stato oggi Italo Bocchino, il finiano di ferro convinto sostenitore di una soluzione alternativa alla “reggenza” di Silvio Berlusconi.

Per il capogruppo di Fli alla Camera, l’unica via da seguire per uscire dalla paralisi politica è quella che conduce alle dimissioni del Cavaliere, al quale Bocchino ha recapitato un invito accorato, spronandolo a seguire l’esempio di altri leader politici: “Anche Ben Alì non avrebbe voluto lasciare – ha affermato il futurista – e anche Mubarak non vorrebbe farlo”. Eppure – sembra essere la convinzione del capogruppo dei deputati finiani – è una soluzione che non può essere elusa.

“Se Berlusconi pensa di scatenare una guerra civile, senza piombo ma con armi mediatiche – ha continuato l’esponente di Fli – e di trascinare il Paese al voto, allora saremmo di fronte a quella emergenza democratica di cui parla D’Alema e ci comporteremmo di conseguenza“. Una porta lasciata aperta al numero uno del Copasir, che ha paventato la creazione di una grande coalizione capace di vincere l’attuale maggioranza.

Non solo, nelle previsioni di Italo Bocchino la situazione giudiziaria del premier è destinata ad aggravarsi: “Un paio di passaggi – ha annunciato – complicheranno la sua posizione”. E sulla possibilità di rimettere al presidente della Repubblica la decisione di sciogliere le Camere senza attendere le dimissioni del Cavaliere: “Sarà una mossa obbligata – ha scandito il finiano – se il premier continuerà a fuggire ai suoi giudici, se preferirà attaccare i pm, se il ministro degli Esteri anziché occuparsi dell’Egitto farà ancora il fattorino, se tutto – ha concluso – salterà per aria“.

Maria Saporito