Salma Mike Bongiorno, i familiari: “Non pagheremo alcun riscatto”


I familiari di Mike Bongiorno non intendono cedere a ricatti: “Non pagheremo alcun riscatto”, affermano convinti.

È trascorsa una settimana da quando ignoti profanatori hanno rubato la salma del celebre presentatore, scomparso nel 2009, dal cimitero di Dagnente, Novara.

Pare che Michelino, uno dei figli di Mike, abbia detto agli amici, “Papà è in Paradiso, non in quella cassa”.

Diverse le piste in merito ai ladri, ma finora non è giunta alcuna segnalazione. “Non sono affatto sprovveduti”, affermano gli investigatori, “si tratta di banditi che conoscono bene le dinamiche delle estorsioni, sanno aspettare per il prossimo passo”.

Qualcuno aveva avanzato l’ipotesi che dietro al furto vi siano le imprese edili che si erano occupate di alcuni lavori presso il cimitero. Una, in particolare, dopo aver vinto la gara di appalto, aveva avuto problemi di liquidità e sarebbe anche fallita.

Anche in questo caso, i Ris di Parma parlano di persone che sapevano come lavorare e procedere al macabro furto del cadavere: “Di certo si tratta di persone che sanno usare determinati attrezzi con grande perizia, lo dimostra il modo in cui hanno agito, ovvero svitando la lapide senza lasciare un graffio e bucando con facilità la parete di protezione“.

Sono state rinvenute impronte di quattro dita sul muretto del cimitero, punto in cui i ladri avrebbero calato la bara. Sullo stesso punto, infatti, sono stati ritrovati resti di mattoni e schegge.

Finora, solo due le testimonianze esterne ritenute credibili: un impiegato di banca che ha visto un auto, forse una Grande Punto, stazionare davanti al cimitero intorno alle 3.30 di notte, lunedì scorso, e una pensionata che afferma di essere stata svegliata dal battere ripetuto di un martello.

Come testimonia il custode del camposanto, Idilio Calzavara, le telecamere installate erano fuori uso da tempo. Gli impianti di sorveglianza autostradale, invece, fotografano solo le targhe delle auto che non pagano l’entrata o l’uscita del casello, ma i ladri, a quanto pare, sono stati onesti, almeno in quel punto.

Carmine Della Pia