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Sarah Scazzi: Sabrina Misseri resta in carcere, pressione psicologica su Michele

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Sabrina Misseri resta in carcere. Il tribunale di Taranto rigetta il ricorso presentato dai legali contro l’ordinanza con cui il 22 dicembre scorso il gip Martino Rosati aveva respinto l’istanza di scarcerazione presentata in favore della ventiduenne cugina di Sarah Scazzi.

Le accuse di sequestro di persona e omicidio persistono anche in seguito alle lettere ricevute dal padre, Michele Misseri, con le quali avveniva una sorta di ritrattazione: “Scusa Sabrina, avrebbero arrestato mamma“, si legge nel biglietto.

Ventotto pagine di motivazioni costringono Sabrina al carcere (è in cella dal 15 ottobre scorso per l’omicidio di Sarah Scazzi, sua cugina), e tra queste vi sarebbero numerosi riferimenti ad un massiccio tentativo di depistaggio da parte della famiglia Misseri.

Cosima, moglie di Michele e madre di Sabrina, sarebbe la persona che più di tutte cerca di spostare l’attenzione su altri colpevoli, prima coinvolgendo Carmine Misseri, cognato, poi spingendo psicologicamente Michele a ritrattare sulle sue già numerose versioni (il contadino prima chiamò sua figlia in correità, poi la designò come unica colpevole dell’uccisione).

Le prove non sussistono perché l’omicidio potrebbe, tra l’altro, essere premeditato.

Sabrina, sembra quasi certo, cercava di costruirsi un alibi già pochi minuti dopo la morte di Sarah: lo squillo partito dopo le 14.20 dal cellulare della quindicenne a quello della cugina, in un orario in cui si presuppone che la piccola fosse già morta, sarebbe stato fatto proprio da Sabrina, e Cosima avrebbe dichiarato il falso testimoniando, più volte, che a quell’ora la figlia era in camera a dormire con lei. Più tardi, l’amica Mariangela avrebbe contraddetto la circostanza, raccontando che la ragazza era in strada, in evidente stato di agitazione.

Su Michele, infine, graverebbe “una continua pressione psicologica esercitata dai famigliari per modificare il racconto”. Non si mette in dubbio che le lettere inviate alle figlie a Natale siano state scritte di suo pugno, bensì si cerca di capire se le circostanze scritte corrispondano a quanto l’uomo pensi sul serio.

Carmine Della Pia

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