Bigenitorialità: gli uomini nella giornata nazionale dell’indignazione femminile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:11

Il 13 febbraio molte donne si mobilitano. «Ci siamo ritrovate a condividere, innanzitutto, il disagio e lo sconcerto per l’acquiescente indifferenza con la quale gran parte del paese ha accolto fatti, rappresentazioni, discorsi fortemente lesivi della dignità delle donne” dichiarano in massa. Altri, però, sono convinti che la libertà di pensiero e l’emancipazione femminile si manifesta anche attraverso la scelta di fare l’impiegata, la casalinga o la velina.

Nel sito di agenziami si legge: –La protesta cresce e in modo virale si diffonde, grazie al web, al passaparola, ai blog e alle varie iniziative organizzate in diversi contesti e territori. I tempi sembrano maturi e il limite di sopportazione ampiamente raggiunto: «Il modello di relazione tra donne e uomini ostentato da una delle massime cariche dello Stato (…) – scrivono in un appello le donne in rete – legittima comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni. Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando?». Come al solito si fa guerra all’uomo, senza distinzioni.

Se da una parte si diffonde il malcontento e la libera manifestazione di protesta, dall’altra sono in molti a pensare che quest’atteggiamento dimostra la totale mancanza di libertà per chi decide di fare ciò che vuole della propria vita. Sarebbe da manifestare contro il sistema, che non promuove le capacità, non bada ai talenti, non premia l’impegno, ma si basa sull’apparenza e si confonde con il sesso. Un discorso che dovrebbe essere generale, non rivolto esclusivamente alle donne, ma a tutti.

Come dire: se ci sono dei giovani uomini che si prostituiscono come gigolò o, per usare un termine alla moda, escort, la categoria deve sentirsi umiliata? Ci sono ragioni ancora peggiori per sentirsi un uomo distrutto, sostengono alcune associazioni pro-bigenitorialità, ad esempio l’ingiustizia di considerare il padre un cittadino di serie b. Quante sono le donne complici di questo luogo comune?

È vero, c’è una regressione culturale, e lo sanno i nomi illustri che partecipano alla protesta: Cristina Comencini, Giulia Bongiorno, Licia Colò e molte altre. “La dignità dell’uomo che fine ha fatto? La dignità del ‘padre’ dov’è in questo paese che grida allo scandalo perché delle donne hanno scelto di fare le prostitute?” protestano i papà dimenticati.

Regressione culturale che va subito combattuta. Ma sono milioni i padri separati dai propri figli che chiedono, attraverso decine di siti dedicati a loro: “Perché non unirsi, uomini e donne, affinché anche i padri non vengano continuamente avviliti, per colpa di alcuni uomini indegni? Proprio come le donne, che si sentono umiliate per l’atteggiamento delle conigliette di questi tempi.

Cosmo de La Fuente

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!