Certificati on line, i medici: La riforma Brunetta è un colossale flop

Altro che innovazione e velocità, il debutto del nuovo sistema telematico per la trasmissione dei certificati medici, introdotto dal ministro per la Pubblica Amministrazione e per l’Innovazione, Renato Brunetta, sembra essere stato un colossale flop.

Le prime reazioni da parte dei diretti interessati, ovvero i medici convenzionati ma anche quelli che lavorano presso le strutture ospedaliere, sono state tutte di protesta per una tecnologia che non sembra aver retto l’urto delle migliaia di connessioni tentate da parte dei medici del nostro Paese.

Come se non bastasse, oltre al tilt che ha caratterizzato la linea telematica, i medici hanno riscontrato numerosi impedimenti anche nel tentativo di mettersi in comunicazione con gli operatori del call center. In alcuni casi, si sono registrate attese che hanno sfiorato i venti minuti.

Pronte le proteste da parte dei sindacati, su tutti la Cgil, che accusano Brunetta di aver realizzato una riforma dimezzata, incapace di apportare miglioramenti al sistema sanitario, e che minaccia di sanzioni severissime – tra cui anche il licenziamento – chi non si metterà subito al passo coi tempi. Il problema, però, è rappresentato proprio da questi ultimi: troppo lunghi.

Dalla Cgil si attacca «la rigidità delle norme riguardanti le sanzioni, che colpiscono i medici convenzionati, sui quali incombe la mannaia del licenziamento, ma che avranno ricadute negative anche per i medici ospedalieri, ai quali i cittadini potrebbero impropriamente rivolgersi per ottenere il certificato cartaceo».

A tal proposito, la Fp Cgil invita Brunetta a sospendere un sistema che «non è ancora entrato a regime». Per il ministro sarebbe «arrivato il momento di prenderne atto e intervenire per evitare il caos».

Nella foto: il ministro Renato Brunetta.

S. O.