E Barbareschi medita di tornare dal Cavaliere

I rumors si fanno sempre più insistenti: stando ai beninformati Luca Barbareschi, noto attore prestato alla politica per sostenere la causa “finiana”, starebbe valutando l’opportunità di abbandonare i banchi di Fli per ritornare tra le braccia del presidente del Consiglio.

Una notizia che, se venisse confermata, avrebbe del clamoroso, dal momento che dall’uscita di Gianfranco Fini (e dei suoi sodali) dal Pdl, Barbareschi è stato sempre al fianco del presidente della Camera, dimostrando grande disponibilità a esporsi ripetutamente per veicolare il messaggio “futurista”.

Eppure in molti giurano che ieri l’esponete di Fli abbia bussato ai cancelli della villa di Arcore per un faccia a faccia con il premier durato circa un’ora. Di cosa hanno parlato? Difficile stabilirlo con fermezza, ma i soliti beninformati riferiscono che l’attore abbia consegnato al Cavaliere i suoi malumori per gli ultimi accadimenti all’interno del Terzo Polo.

Barbareschi, infatti, non sarebbe contento di dividere programmi e progetti con i centristi di Casini e con i rutelliani e considererebbe la nuova intesa terzopolista una soluzione inconcludente e svilente per gli ideali inalberati e strenuamente difesi da Fli.

“Vorrei capire se questo Terzo Polo – ha detto qualche giorno fa l’esponente di Fli –  può portare avanti azioni politiche comuni. Non si può essere solo un agglomerato. Fli ha molto più potenziale di tutto il Terzo Polo”.

Un’insoddisfazione manifestata in più occasioni e che – secondo i più maliziosi – segnerebbe l’inizio della fine tra Luca Barbareschi e Gianfarnco Fini. A rinforzare questa teoria, anche il mancato voto dell’attore-deputato a favore della mozione di sfiducia al ministro Sandro Bondi presentata la settimana scorsa dal suo partito.

Una presa di distanza che potrebbe rappresentare l’anticipazione del disegno clandestino. In cambio della sua adesione al gruppo dei “Responsabili“, il presidente del Consiglio avrebbe promesso all’attuale finiano la guida del Teatro Valle di Roma (su cui ci sarebbe già il placet del sindaco Gianni Alemanno) e un aiuto per far passare il ddl sul wi-fi presentato da Barbareschi alla Camera.

Un do ut des interessante, che starebbe insinuando strani tarli nella mente del finiano di ferro, che fino a qualche mese fa si commuoveva nel leggere il “Manifesto per l’Italia” orgogliosamente presentato alla kermesse di Perugia. Ricordi che adesso potrebbero essere facilmente accantonati per spianare la strada a una “seconda vita” politica. Degna di un vero “trasformista“.

Maria Saporito