Egitto, El Baradei: Mubarak deve lasciare, se non vuole che gli finisca male

La giornata di oggi potrebbe essere decisiva per le sorti dell’Egitto e del suo attuale – ma sarebbe meglio dire trentennale – presidente, Hosni Mubarak.

Ad accendere gli animi di chi, e sembrano essere davvero in tanti, ha deciso di partecipare alla marcia del milione (questo il numero di manifestanti che si aspettano per le strade, ndr) che si terrà a breve al Cairo, è intervenuto Mohammed El Baradei, già premio Nobel per la Pace, che ha sentenziato: «Se il Presidente vuole salvare la pelle, è meglio che lasci subito».

Una frase particolarmente decisa e apparentemente poco in sintonia per qualcuno che è stato premiato in nome della pace, ma che si cala perfettamente nel contesto specifico che caratterizza da una settimana il paese nordafricano. Quelli passati sono stati giorni di proteste accese, di repressione violenta, di sangue e morti, ma anche della sensazione che il tempo per un reale cambiamento dello status quo possa essere davvero arrivato.

Portavoce dell’esercito hanno dichiarato la propria solidarietà ai manifestanti, considerando legittime le richieste fatte al governo all’origine delle proteste, impegnandosi a non esercitare nessuna repressione violenta, a differenza di quanto fatto dalla polizia.

Ma il tempo a disposizione per la presidenza Mubarak sembra essere giunto al termine: le decine di migliaia di persone che hanno scelto di sfidare il coprifuoco, occupando le piazze, dimostrano di non avere alcuna intenzione di accontentarsi di semplici promesse o rimpasti di governo.

Gli egiziani vogliono che il cambiamento sia radicale e, affinché ciò possa avvenire, bisogna che Hosni Mubarak, simbolo di un passato che fino a oggi è rimasto ancorato al presente, si faccia da parte.

Con le buone, si augura Mohammed El Baradei.

S. O.