Egitto, l’esercito avverte: possibili infiltrati nella Marcia del milione

Le promesse, almeno quelle fatte dai manifestanti egiziani, sono state mantenute: in questi minuti oltre un milione di persone sono radunate nella piazza Tahrir al Cairo come si evince dalle immagini trasmesse in diretta dalla tv Al Jazeera.

La protesta, denominata da molti come la Marcia del milione per il numero di partecipanti che gli organizzatori contavano di portare sulle strade, nasce come ultimo atto di protesta di una settimana che ha visto l’Egitto attraversato da numerose manifestazioni unite da un obiettivo comune: ottenere le dimissioni definitive del presidente, Hosni Mubarak.

La rivolta ha avuto anche pieghe sanguinose a causa della violenta repressione attuata dalla polizia, ma l’impeto della folla è riuscito a mantenere viva l’indignazione collettiva che ha fatto sì che oggi più di un milione di persone siano in piazza, gridando slogan e sbeffeggiando il coprifuoco imposto dal governo.

A sostegno dei manifestanti si sono espressi diversi membri dell’esercito, che hanno condiviso i motivi delle proteste e hanno assicurato la propria estraneità a qualsiasi intervento di repressione. A tal proposito, in queste ultime ore, diversi soldati hanno avvertito le persone che si trovano in piazza Tahrir della possibilità che alcuni infiltrati si trovino tra la folla con abiti dell’esercito e con l’esclusivo intento di provocare reazioni scomposte dei manifestanti che giustificherebbero, di conseguenza, una repressione da parte delle forze di sicurezza.

Nel frattempo, i portavoce dei Fratelli Musulmani, la più estrema fazione politica che si oppone a Mubarak, hanno ribadito la volontà di rifiutare qualsiasi trattativa con esponenti del governo.

Il messaggio gridato dal milione di persone è chiaro: Mubarak deve lasciare, l’Egitto deve cambiare.

Nella foto: immagine della Marcia del milione, trasmessa dalla tv araba Al Jazeera.

S. O.