Egitto: Mubarak si arrende, ma non prima di settembre

Non mi ricandido nelle elezioni previste a settembre, ma fino ad allora resterò in carica e seguirò personalmente che le richieste dei manifestanti vengano soddisfatte”. E’ l’annuncio con cui il presidente egiziano Hosni Mubarak, al termine di una giornata, l’ennesima, segnata da manifestazioni e cortei in tutto il Paese (2 milioni circa i manifestanti al Cairo), risponde in parte alla richiesta di porre fine al proprio regime ormai trentennale.

Un passo indietro, quello che il rais ha deciso di affidare a un messaggio in diretta televisiva. Un passo che, però, non soddisfa ancora l’opposizione. In giornata, il leader dei dissidenti, il premio Nobel per la Pace Mohamed El Baradei, ha dato a Mubarak un ultimatum per lasciare il Paese ed evitare altro spargimento di sangue. Nessun dialogo col ‘dittatore’, che deve andarsene entro venerdì, ha detto El Baradei, respingendo le aperture al dialogo che sono venute ieri sera dal vicepresidente Omar Soliman.

Intanto il New York Times, citando fonti diplomatiche statunitensi, scrive che la resa a metà del presidente egiziano sarebbe il frutto di una esplicita richiesta giunta dal presidente americano Barack Obama e consegnata ieri alle autorità egiziane dall’ex ambasciatore statunitense Frank Wisner.
Raffaele Emiliano