Morte Elisa Benedetti: qualcuno ha usato la sua carta di credito a Firenze?

La morte di Elisa Benedetti, la venticinquenne ritrovata senza vita a Perugia lunedì scorso, è ancora un mistero.

Dai tabulati telefoni risulterebbe che Elisa sarebbe rimasta in contatto con gli uomini del 112 per quasi un’ora – per l’esattezza dovrebbero essere quattro le telefonate effettuate dalla ragazza – che hanno cercato di calmarla senza tuttavia riuscirci. La ragazza avrebbe detto di non sapere dove si trovasse, di essersi impantanata in un fossato da cui non riusciva a venire fuori.

Da quel che risulta agli inquirenti, la ragazza avrebbe sostenuto anche di sentire il rumore dell’acqua e di aver tentato di salire un dirupo, ma di non esserne stata capace a causa della forte pendenza e del terreno sdrucciolevole.

Ma attorno alla morte di Elisa vigono ulteriori interrogativi: la ragazza nella prima telefonata di aiuto dichiarò di essere stata violentata, ma, stando ai primi esami del medico legale, non risulterebbero segnali dell’avvenuta violenza.

Rimane da capire anche il perché la ragazza, dopo il piccolo incidente avuto mentre era a bordo della sua Fiat Punto, in compagnia di un’amica, si sarebbe allontanata da sola dal luogo del sinistro. In una delle telefonate al 112, Elisa si sarebbe definita in apprensione per Vanessa, l’amica lasciata sulla strada dopo l’incidente.

A rendere, se fosse ancora possibile, più enigmatica l’intera vicenda è giunta la notizia secondo cui anonimi avrebbero utilizzato una carta di credito appartenuta a Elisa, nel bancomat della Cassa di Risparmio di Firenze, filiale di viale Petrarca nella zona di Porta Romana.

Gli inquirenti avrebbero deciso di analizzare i filmati registrati dalle videocamere di sicurezza nel tentativo di individuare qualcuno che potrebbe essere ricollegato direttamente alla morte della ragazza avvenuta a più di 150 km di distanza.

Per i come e i perché, non è ancora il momento.

Nella foto: a sinistra, Elisa Benedetti morta in circostanze misteriose.

S. O.