Trasferte vietate e tessera del tifoso, i supporters scrivono all’Uefa

La pazienza dei tifosi italiani sembra essere giunta al termine. Vessati dalle più folli ed insensate decisioni da parte dei vari Osservatori, Casms e Ministero dell’Interno i fans stanno cercando di reagire, l’iniziativa (dal nome Trasferte Libere)  parte dal sito www.asromaultras.org gestito dall’Avvocato penalista Lorenzo Contucci da anni ormai punto di riferimento per i tifosi colpiti da provvedimenti dell’autorità circa reati compiuti durante le manifestazioni sportive.

L’obiettivo è quello di informare la Uefa (oltre che i principali organi si stampa italiani) settimanalmente sui divieti e le limitazioni a cui i supporters devono sottostare ormai ogni week end. Una prassi diventata talmente normale che, ahimè, oggi non fa più scalpore ma che in realtà contravviene in maniera palese ad uno dei più importanti principi della nostra costituzione: quello della libertà di circolazione. Una missiva stesa in tre lingue (italiano, inglese e francese) indirizzata proprio al presidente Michel Platini che più volte si è espresso in maniera totalmente contraria a questo modo tutto italiano di (mal)gestire l’ordine pubblico in tema di manifestazioni calcistiche, il cui testo recita:

Signor Platini, ancora una volta La avvisiamo di quanto sta accadendo in Italia allo sport che tanto amiamo. Il Ministro degli Interni (onorevole Maroni, Lega Nord), attraverso l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, sta cercando di evitare che i tifosi che non sono d’accordo con il suo progetto della “tessera del tifoso” (una carta prepagata ricaricabile imposta ai tifosi, non regolata da alcuna legge e assolutamente inutile) possano assistere a partite di calcio, anche se NON a rischio.
Vendono i biglietti creando discriminazioni territoriali.
Chievo/Roma, per esempio, partita assolutamente non a rischio, che ha visto solo la scorsa stagione 20mila tifosi romanisti sulle gradinate senza alcun problema, solo pochi giorni fa è stata individuata come “partita a rischio”, cosicché i tifosi della Roma che sono residenti nella Regione Lazio non possono acquistare i biglietti.
Deve sapere che i tifosi che hanno sottoscritto la “tessera del tifoso” non sono soliti recarsi in trasferta, cosìcché il risultato è che i settori ospiti degli stadi sono sempre vuoti, anche per partite non a rischio.
Stanno indicando come partite a rischio anche match come Parma/Sampdoria, le cui tifoserie sono gemellate da 20 anni, solo perché i loro correttissimi tifosi hanno detto no alla tessera del tifoso.
Se paragona l’affluenza negli stadi con le precedenti stagioni potrà facilmente vedere come gli stadi siano mezzi vuoti e questo è dovuto ai sistemi diabolici che hanno pensato per vendere i biglietti. In molti casi non si può comprare più di un biglietto a persona e, quando lo si può fare, bisogna portare con sé un documento in originale per ogni persona che vuole acquistarlo.
Lazio/Roma è stata giocata di fronte a una Tribuna Tevere quasi vuota, anche se le relative immagini non sono state mostrate dalla televisione, perché si preferisce escludere i tifosi piuttosto che gestirli con gli usuali sistemi di ordine pubblico.
Stiamo scrivendo questo per suggerire all’UEFA di monitorare con attenzione quanto sta accadendo negli stadi italiani, perché i media nazionali al riguardo tacciono.
Noi crediamo che l’Italia non abbia il diritto di organizzare alcun torneo internazionale fino a che non saremo liberi di andare alle partite di calcio, così come abbiamo fatto dal 1893 fino al 2008.
Con i migliori saluti.

In seguito vengono elencate ogni settimana le partite fatte oggetto di divieti e limitazioni. E la lista sciaguratamente è sempre lunga ed a volte imbarazzante. Si va da incontri di cartello come Roma-Napoli a match di Eccellenza o Promozione ed addirittura di Hockey!

Ben vengano iniziative del genere nel paese dove il garantismo è solo per una casta eletta mentre il resto dei cittadini viene discriminato e manipolato come nel miglior romanzo di Orwell. Del resto la tanto decantata Inghilterra insegna: i tifosi di sua maestà sono, ormai da più di 15 anni, protetti e tutelati da dei veri e propri sindacati chiamati Supporter’s Trusts creati appositamente per evitare simili abusi oltre che sciacallaggi da parte delle società calcistiche.

Va ricordato inoltre che questo singolare modo di gestire l’ordine pubblico venne apostrofato inizialmente (quindi parliamo dei momenti successivi ai noti fatti di Catania-Palermo del 2007) come “provvisiorio” e frutto di una “situazione di allerta” asserendo in oltre che con il tempo sarebbe tornato tutto alla normalità. E’ successo invece l’esatto contrario e dei provvedimenti momentanei e del tutto speciali sono diventati, come spesso accade in Italia, la prassi seppur non suffragati da leggi vere e proprie (la Tessera del Tifoso, regolata solamente da una circolare del Ministero degli Interni a tutti i Prefetti ne è il fulgido esempio).

I tifosi vengono spremuti e trattati come clienti? Bene! Allora è giusto che anch’essi abbiano diritto ad essere tutelati. Perchè è ora di smetterla con questa cultura da parte delle istituzioni che a Roma verrebbe riassunta in una sola affermazione “Famo come ce pare!”.

S.M.