Ue, nodi da sciogliere su cristiani ed Egitto

Fallisce l’accordo Ue sulla persecuzione dei cristiani. I ministri degli esteri dell’Unione ritirano il disegno contro le persecuzioni religiose e, fra gli insoddisfatti anche il Franco Frattini.

“Nel testo finale non c’è alcun riferimento ai cristiani nel mondo” spiega il titolare della Farnesina. Fra ottobre e dicembre scorso, l’Iraq è stata la nazione in cui i cattolici hanno, per la maggiore, subito violenze. Dopo l’attentato alla chiesa di Nostra Signora della Salvezza di Bagdad, dove sono morte quaranta persone, fra cui due sacerdoti, altri episodi hanno insanguinato il paese. Il dieci novembre, tre case di persone di religione cattolica sono state colpite da colpi di mortaio, provocando tre vittime. Simile scena per l’ultimo dell’anno, dove nella capitale irachena, chiese e abitazioni sono state prese di mira da attentatori. Ciò ha spinto i credenti a fuggire, trasferendosi anche fuori dallo stato. “Ho chiesto che la mozione venisse rivista” dichiara Frattini. La discussione riprenderà al prossimo vertice.
Un’altra questione tiene banco a Bruxelles. In Egitto gli scontri sono all’ordine del giorno e, Cathrine Ashton, commissario Ue per gli esteri promette attenzione. “Una situazione critica, dove serve un dialogo sereno e costruttivo col governo” dice Ashton. Agginuge che urge un dibattito sia con le forze di maggioranza che di opposizione. Per molti osservatori l’unica via per ritrovare la calma è una nuova tornata elettorale. C’è chi invece come il titolare degli esteri lussemburghese Jean Asselborn, sostiene che l’Ue debba contribuire alla causa di pace ma senza interferire.

Matteo Melani