Barbareschi e l’attesa della verità

Luca Barbareschi come Matteo Renzi. “Non è reato andare a far visita al premier“: ha spiegato ieri il finiano ai cronisti che lo hanno incalzato sulla sua sospetta visita lunedì scorso alla villa di Arcore. Esattamente come accaduto al giovane sindaco di Firenze, bacchettato dall’establishment democratico (e non solo) per quell’incontro consumatosi entro le mura della residenza privata di Silvio Berlusconi.

Come è noto, i cancelli delle ville del Cavaliere sono spalancati a molti, ma quando a varcarli sono alcuni esponenti politici appartenenti a schieramenti poco allineati al suo, allora la faccenda desta qualche preoccupazione. L’ultimo in ordine di tempo è stato proprio Luca Barbareschi, protagonista di un “giallo” politico destinato ad appassionare ancora per molto tempo i lettori.

Del suo faccia a faccia con il presidente del Consiglio si è detto di tutto: che il deputato-attore fosse in procinto di lasciare Fli per ingrossare le fila dei “responsabili” a sostegno dell’esecutivo, che il suo incontro nella villa di Arcore avesse solo lo scopo di ristabilire un contatto con il capo del governo in vista di importanti appuntamenti parlamentari. Salvo poi scoprire che il finiano nutre non poche perplessità sul nuovo progetto terzopolista avviato da Fini, Rutelli e Casini e starebbe tentando in ogni modo di venire a capo della complicata matassa. A tal proposito, pare che ieri Barbareschi abbia incontrato privatamente il leader dei centristi, Pier Ferdinando Casini, con l’intenzione -presumibilmente – di consegnargli i suoi dubbi sull’intesa appena cementata.

Sia come sia, il futurista non si è finora sottratto ai microfoni e ha reso ai giornalisti la cronaca puntuale dei suoi meeting politici. “Ho parlato con Fini – ha detto ieri Barbareschi – ed ho avuto modo di spiegargli diverse cose che al termine mi ha detto di non aver capito prima”. Ma non è tutto perché da navigato attore, l’esponete di Fli ha dimostrato di conoscere la grande efficacia della suspance presso il grande pubblico e ha per questo deciso di sciogliere gli indugi sul presunto “giallo” solo tra qualche giorno. “Lunedì – ha tagliato corto Barbareschi – si capiranno meglio le ragioni delle mie preoccupazioni“, nel corso di un incontro con la stampa convocato sul tema del trasformismo. L’occasione ideale per segnare l’happy end di questa sgangherata telenovela politica.

Maria Saporito