Berlusconi tra canzoni francesi e federalismo

Battute scanzonate e dichiarazioni compite. La serata di ieri di Silvio Berlusconi è trascorsa tra il serio e il faceto entro le mura di una castello alle porte di Roma, dove è stata festeggiata la pidiellina Pina Castiello.

Un’occasione per rilassarsi, certo, ma anche per ribadire ai giornalisti presenti le sue ferme convinzioni: “Io non ho nessun timore di questi processi – ha scandito Berlusconi riferendosi alle indagini avviate dai pm milanesi che hanno chiesto il rito immediato – perché le accuse non solo sono infondate, ma addirittura ridicole“.

Di più: “L’Italia si è consegnata alla magistratura – ha continuato il premier – che ormai si è trasformata in potere con conseguenze i cui effetti i cittadini sanno esser diventati qualcosa di indecente. Queste accuse sono una invenzione pura della Procura di Milano – ha affondato il Cavaliere – che, tra l’altro, non è competente, quindi c’è una violazione molto grave delle leggi”.

Interpellato poi sulla possibilità di tornare alle urne: “Così come è oggi – ha notato il presidente del Consiglio – mi pare che, essendoci la maggioranza alla Camera e al Senato, non ci sia motivo per andare a elezioni. Questa è la realtà”.

Non solo: “Andare a elezioni ora – ha proseguito Berlusconi – esporrebbe il Paese a un periodo di instabilità e il nuovo governo, che sarebbe comunque di centrodestra, si ritroverebbe con la stessa situazione di oggi peggiorata da 5-6 mesi di instabilità e a pagarne il prezzo – ha aggiunto – sarebbero i contribuenti italiani“.

Piuttosto, è stato il suo ragionamento, è necessario procedere sulla via dell’attività parlamentare, a partire dall’approvazione della riforma sul federalismo. “Penso che passerà – ha affermato fiducioso Berlusconi – in caso di pareggio andremo avanti lo stesso perché la legge consente al governo di procedere anche se il risultato è di pareggio in commissione bicamerale”.

Quanto alla parte più “leggera” della serata, il premier – come da consuetudine – si è concesso con generosità agli invitati, dispensando barzellette e intonando canzoni francesi in compagnia di Peppino Di Capri e Sal Da Vinci. La moglie di quest’ultimo, di origine cubana, ha anzi fornito al premier l’assist perfetto per firmare un’apprezzatissima boutade sul “crudelissimo Fidel Castro“.

E ancora, dopo l’elogio dedicata alla festeggiata – definita “un esemplare fantastico di quall’altra parte del cielo che noi maschi riteniamo essere superiore” – Silvio Berlusconi ha chiuso la serata con l’immancabile battuta ad effetto: “E adesso – ha scandito divertito – bunga bunga per tutti“.

Maria Saporito