Elisa Benedetti, l’autopsia: nessun segno di stupro, morta per assideramento


L’autopsia rivela che Elisa Benedetti non ha subito violenza sessuale.

La ragazza, scomparsa lo scorso weekend a Perugia e ritrovata morta lunedì scorso, non sarebbe stata stuprata, contrariamente a quanto affermato dalla stessa prima di morire, mentre parlava al telefono con un operatore del 112.

Per ora si pensa che la morte sia stata causata da assideramento.

La venticinquenne si era allontanata a bordo della sua auto in seguito ad un lieve tamponamento avvenuto con un’altra vettura, lasciando l’amica sulla strada, intenta a discutere con i conducenti. Tre le chiamate ai carabinieri, tra cui una breve dichiarazione, “Mi hanno violentata”. I primi responsi dell’autopsia rivelano che la giovane non avrebbe alcun segno di violenza, né di puntura sulle braccia: si ipotizzava, infatti, che avesse assunto droghe per via endovenosa.

Durante lo scorso sabato notte, la famiglia di Elisa e i carabinieri avevano setacciato la zona dell’incidente senza rilevare, tuttavia, alcuna traccia significativa, fino al momento in cui veniva ritrovata l’auto e, a poco più di un chilometro, il cadavere, quasi completamente ricoperto di fango.

Il medico legale, Annamaria Verdelli, si occupa dell’autopsia, e, nonostante la mancanza di segni che riportino all’assunzione di droga per via endovenosa, spiega che si procederà con gli esami del sangue, volti ad accertare se Elisa abbia assunto, comunque, altre sostanze stupefacenti.

Gli inquirenti pensano che, prima di morire, la giovane abbia vagato per qualche chilometro in stato confusionale. Il decesso, pertanto, sarebbe stato provocato da uno stato di assideramento.

Per ora l’amica di Elisa, Vanessa, viene interrogata costantemente per chiarire le dinamiche del misterioso accaduto, mentre sembra non avere alcun sospetto il fidanzato della vittima, Alex. Questi aveva tentato, ieri mattina, di prelevare del denaro dalla carta di credito di Elisa, ma la sua posizione è stata chiarita brevemente: il conto risultava cointestato a entrambi.

Carmine Della Pia