Elisa: gli investigatori ascoltano l’amica Vanessa

Le indagini, condotte dal pm Antonella Duchini, concernenti la morte di Elisa Benedetti, la venticinquenne di Città di Castello, scomparsa sabato notte e trovata senza vita nella giornata di lunedì proseguono senza sosta.

In attesa che vengano svolti l’autopsia e le analisi tossicologiche, con l’intento di capire se Elisa avesse assunto sostanze stupefacenti che potrebbero aver causato il decesso, gli inquirenti hanno deciso di ascoltare – come d’altronde era ampiamente preventivabile – l’amica del cuore, Vanessa, e il fidanzato di Elisa, Alessandro Pieraccini.

La posizione del secondo sembrerebbe essere divenuta più solida, dopo che ieri i carabinieri avevano fermato il ventottenne perché aveva tentato di utilizzare la carta di credito di Elisa, presso una filiale della Cassa di Risparmio di Firenze. Effettuati i primi riscontri con l’istituto bancario, si è scoperto che il conto era cointestato e dunque Alessandro Pieraccini avrebbe avuto tutte le carte in regola per poter prelevare con quella carta di credito.

Per quanto riguarda, invece, Vanessa Coltrioli, gli investigatori cercano di fare chiarezza sulle dichiarazioni rilasciate dalla ragazza che sarebbero caratterizzate da imprecisioni tali da far emergere dei sospetti sulla totale veridicità del suo racconto.

La versione di Vanessa, secondo cui, lei ed Elisa dopo una sosta al bar erano intenzionate a ritornare a casa, perché stanche, entrerebbe in contrasto con quella messa a verbale da Ahmed, uno dei due tunisini che le ragazze incontrarono. Secondo quest’ultimo, Elisa e Vanessa sarebbero dovute andare a ballare alla discoteca Red Zone, situata a poco più di un chilometro dal luogo in cui è stato ritrovato il corpo senza vita di Elisa.

Ricordi sbiaditi dall’alcool e dal trauma conseguito alla tragedia, oppure le parole di Vanessa tentano di nascondere qualcosa?

Dov’è finito il telefono con cui Elisa ha chiamato per l’ultima volta i carabinieri chiedendo aiuto e che, stando alle parole della stessa, sarebbe appartenuto a Vanessa (nella trascrizione della telefonata si evince che Elisa fornì all’agente del 112, come numero telefonico di Vanessa, lo stesso recapito da cui la ragazza stava chiamando, ndr)?

S. O.