MotoGP, nel secondo giorno di test è dominio Honda. Arretrato Rossi

Il giorno due degli importantissimi test di Sepang per la MotoGP continua sulla falsa riga di ieri, disegnando un valore delle forze in pista interessante ma anche in un certo senso preoccupante. La corazzata Honda detta legge, capace non solo di segnare i tempi migliori, ma di farlo anche con quasi tutti i piloti. Se martedì era Casey Stoner l’autore del giro veloce, oggi tale titolo se lo è guadagnato Dani Pedrosa, segnando un crono addirittura sotto la pole fatta segnare da Lorenzo nel 2010. Lo spagnolo pare aver recuperato dal brutto infortunio rimediato in Giappone, sicuro di poter riprendere là dove tutto era stato brutalmente interrotto.  Staccato di sette decimi troviamo l’australiano, sempre uno dei più veloci e paurosamente a suo agio con il nuovo mezzo. Stranamente anche oggi Casey è rimasto per molto tempo in pista, abbandonando la sua abitudine di fare poche tornate e poi rientrare quasi subito al box. Che la cura Honda stia facendo davvero effetto?

La prima Yamaha è del texano Ben Spies, soddisfatto e finalmente sorridente ora che è divenuto pilota ufficiale a tutti gli effetti. Un avversario ostico che per forza di cosa dovrà essere tenuto d’occhio. Seguono poi altre tre Honda, per la precisione quelle di Dovizioso, Simoncelli ed Aoyama, sinceramente entusiasti dei progressi compiuti dalla Rc212V e sicuri di avere tra le mani un mezzo pienamente competitivo. Solo sesto Jorge Lorenzo, oggi impegnato in prove dedite al nuovo forcellone e componenti, lasciando da parte il cronometro. Eccellente ottavo posto per Bautista con l’unica Suzuki presente in griglia, mentre per verdere una Ducati bisogna scendere sino all’undicesima pizza occupata da Nicky Hayden.

La Gp11 purtroppo accusa vari problemi di assetto, stabilità e chattering, tutte questioni che i piloti di Borgo Panigale stanno cercando di risolvere. Rossi, (oggi tredicesimo) continua a dare preziosi indicazioni nonostante il problema della spalla si faccia ancora sentire. Si spazia dalla ricerca della perfetta postura, a prove con diverse mescole di gomme sino anche a test aerodinamici.  Un lavoro davvero intenso e totale, in modo da portare per la prima gara stagionale un mezzo migliore che riesca almeno avvicinarsi alle già precise e veloci moto giapponesi. Una sfida tutta italiana che appassiona già nei test e trasmette un piccolo sapore di romanticismo, proprio come nel vecchio mondo delle corse. Domani ultimo giorno di prove, e forse già lì potremo vedere i primi piccoli, ma importanti, cambiamenti.

Riccardo Cangini