Pd, Nicola Rossi dice addio alla politica: “Impossibile dare un contributo”

Nicola Rossi si dimette dal gruppo Pd, dal Senato e abbandona la politica. A darne l’annuncio, in una intervista al ‘Sole 24 Ore’, è lo stesso senatore pugliese: ”C’è certamente molta stanchezza per la politica – spiega – Quindici anni fa, quando ho deciso di dedicarmi alla politica attiva, non pensavo che la mia occupazione quotidiana sarebbe stata, da un lato seguire le vicende personali del premier, dall’altro vedere il mio partito che non riesce a dar un’identità. Avevo in mente di darmi da fare per cose concrete e questo non accade. Mi sembra questa una fase in cui forse non c’è bisogno delle mie compentenze”.

Rossi confessa al quotidiano diretto da Gianni Riotta di non essersi sentito libero nell’esprimere le proprie posizioni su svariate tematiche di primaria importanza. Invece – sottolinea l’ormai ex democratico – oggi ”avremmo un disperato bisogno di un’istituzione parlamentare e di parlamentari che si esprimano in totale libertà di giudizio per contribuire a dare una visione del futuro del paese”. Secondo Rossi ”l’indipendenza di giudizio trova un limite nella legge elettorale. Io mi sento nominato e per questo sento la mia indipendenza limitata, non ho altra scelta che riprendermi la mia libertà riconsegnando la nomina”.

Il docente universitario prestato alla politica ne ha anche per il Pd, il partito in cui per anni si è identificato ma che ora non lo soddisfa più. In particolare, Rossi spiega di non aver apprezzato quanto accaduto nel Partito Democratico in merito al caso Fiat e sullo scottante tema della riforma sull’Università. ”Mi sarei aspettato una spinta a fare di più e meglio rispetto alle timidissime aperture della riforma Gelmini – conclude -C’era una grande battaglia sull’autonomia da fare”.

Ma intanto contro le dimissioni del senatore Rossi si pronuncia la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. ”Il voto del gruppo del Pd è un voto contrario alle dimissioni del senatore Nicola Rossi. Le nostre non sono ragioni di cortesia, ma di merito – precisa la Finocchiaro – Noi riteniamo che Nicola Rossi, la sua figura, il suo contributo di idee e di proposte, la sua autonomia di giudizio siano utili al Senato, alla politica, al Paese. So che la nostra è una decisione che Nicola Rossi non condivide ma noi ci auguriamo che questo nostro voto possa farlo riflettere ulteriormente sulla sua decisione. Il Parlamento sarebbe per tantissimi motivi più povero senza la sua presenza”.

Raffaele Emiliano