Sexy ‘Drive in’: la ‘hot revolution’ italiana

Il ministro Rotondi sostiene che sia stato il Drive in, la trasmissione di Antonio Ricci, a scatenare la passione per le feste e le belle donne di Silvio Berlusconi e di tutti gli italiani. ‘Drive in’ l’icona della corruzione e del sesso facile. Si paragona, insomma, la casa del premier, a una sorta di studio televisivo dove, al posto della sensualissima Tinì Cansino, o di Carmen Russo, sfilano le varie Ruby, Macrì e D’Addario in topless, mentre i commensali si divertono a toccare e a cantare.

Rotondi dimentica, probabilmente, trasmissioni come ‘Il Cappello sulle 23’ in cui, ad ogni puntata, una soubrette restava completamente nuda.  La trasmissione di Mediaset è diventata, in qualche modo, il simbolo della trasformazione femminile in tv. La bellezza di Tinì Cansino è rimasta nella memoria di chi oggi ha almeno quarant’anni, ma nel programma si sono alternate altre belle soubrette italiane. Il video delle immagini hot.

Matrix dedica la puntata proprio allo storico programma di Mediaset, che negli anni ’80 divenne un fenomeno di costume.  È stato Antonio Ricci a trasformare i costumi femminili italiani o ha soltanto anticipato i tempi? Secondo alcuni pareri l’uscita di Rotondi non fa che aggravare la posizione del cavaliere.

La difesa di Rotondi è apparsa alquanto strana e Alessio Vicni ha deciso di riprendere quella battuta e verificare se la causa socio-politica possa davvero essere fatta ricadere sulla fortunata trasmissione. In studio Nanni Delbecchi, Loredana Lipperini, Gianluca Nicoletti e Fabrizio Rondolino.

CdF