Si riaccende il dibattito sul processo breve

Dopo la bocciatura parziale del legittimo impedimento da parte della Consulta è tornata l’emergenza giustizia. Torna a il processo breve per cercare di diminuire la durata dei processi. Il disegno di legge è stato calendarizzato con la conferma ieri del Ministro della Giustizia, Alfano.

Il processo, secondo il ddl, dovrà avere una durata massima di sei anni, passati i quali l’imputato non è più processabile, il processo è stato inutile, l’imputato è innocente.
E si riaccende il dibattito politico sul tema.
Dura la reazione del Pd, che annuncia battaglia contro la possibile ripresa dell’iter parlamentare.
L’Europa, afferma il responsabile giustizia del partito Andrea Orlando, ha chiesto all’Italia di fare processi più veloci negli interessi dei cittadini. Il ministro Alfano oggi ha risposto che ne cancellerà qualche migliaio, perché tra questi c’è anche il vero beneficiario, il presidente del Consiglio, togliendo così a vittime e parti lese il diritto alla giustizia. Dovrebbe avere almeno il coraggio di chiamare le cose col loro nome. La cosiddetta legge sul processo breve è un’amnistia.

Questo è un punto cruciale, perché se davvero di amnistia si trattasse non dovrà seguire il normale iter di votazione, ma dovrebbe necessitare dei 2/3 del parlamento per poter essere convertito in legge, sempre dopo la firma del presidente Napolitano ovviamente.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio di leggi ad personam fatte solo perché i processi che lo riguardano non si facciano e questo avvenga nel minor tempo possibile. Per questo siamo costretti a implorare e a lavorare perché si vada al più presto a votare, ha ribadito il leader dell’Idv Antonio di Pietro riferendosi alla coincidenza tra la bocciatura del legittimo impedimento e il ritorno dell’emergenza giustizia.

Il centrodestra non può essere la quotidiana invettiva tra queste e quelle istituzioni. Chi è eletto per governare deve governare e non può sentirsi sovrano al di sopra delle leggi. Così il presidente della Camera a Torino, dove ha incontrato simpatizzanti di Futuro e Libertà. A proposito di Berlusconi ha ancora sostenuto che è diventato uno dei principali personaggi di quel teatrino della politica che con una felice espressione aveva censurato con la sua discesa in campo.

Matteo Oliviero