Bersani: pareggio in Commissione? Via Berlusconi!

Sale la tensione, nella maggioranza come nell’opposizione, alla vigilia del voto sui decreti attuativi del federalismo fiscale fissato per oggi sul calendario della Commissione Bicamerale per l’attuazione del Federalismo.
A dar fuoco alle polveri, nella serata di ieri, è stato il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, intervenuto all’assemblea dei parlamentari democratici.
Se domani (oggi, ndr) in commissione finisce 15 a 15 diremo che non ci sono le condizioni né politiche, né giuridiche per andare avanti. – ha spiegato Bersani – Diremo a Pdl e Lega: fermatevi! Il Pd deve organizzare un’offensiva politica, non staremo fermi. Possiamo contendere alla Lega la bandiera autonomista. Per noi il federalismo è la responsabilizzazione per portare a uguale diritti di cittadinanza e per consentire a chi può fare passi avanti di farlo”.
Una scossa certo ci vuole, – aveva aggiunto nel pomeriggio il leader democratico, rispondendo ai microfoni del Tg2 – quando andra’ via Berlusconi”.

L’offensiva lanciata da Bersani, che arriva al termine di una settimana caratterizzata da violente polemiche a distanza con il Presidente del Consiglio, si basa su un ipotetico risultato di parità che, conti alla mano, risulta in verità assai probabile.
Contro il testo sul federalismo, infatti, voteranno compatte tutte le opposizioni (PD, IdV, UDC e FLI), mentre il Governo potrà contare solamente sui voti di Lega e PdL (compreso il presidente della commissione La Loggia, costretto a votare per non mandare sotto la maggioranza) e della deputata altoatesina del SvP Helga Thaler.

Se il finiano Baldassarri terrà fede al suo impegno a votare contro un provvedimento che “non e’ pienamente di federalismo municipale” e in cui “restano tutti gli squilibri che abbiamo denunciato dall’inizio”, il pareggio 15 a 15 sarà inevitabile; tanto che il premier Silvio Berlusconi, in seguito ad un deludente incontro con Baldassarri e Calderoli a Palazzo Grazioli, ha fatto trapelare a mezzo stampa che il Governo “andrà avanti” anche in caso di pareggio.
E’ molto improbabile, in realtà, che, con un simile voto in Commissione, al Governo sia permesso di proseguire sulla strada dell’approvazione del testo discusso oggi; l’iter, volendo tener fede al testo modificato e discusso recentemente anche con l’Associazione dei Comuni, dovrebbe essere invece riazzerato, allungando a dismisura i tempi dell’approvazione, eccedendo ampiamente i termini ultimi posti a gennaio dalla Lega Nord.

E proprio il carroccio, in attesa del voto odierno, ha confermato, come emerso dalle agenzie di stampa delle ultime ore, che se il federalismo non dovesse passare, il voto e le elezioni anticipate rimangono l’unica soluzione possibile.

Mattia Nesti