Caso Ruby e Federalismo: Un nuovo giorno cruciale per il governo

Oggi è un giorno decisivo per la tenuta della maggioranza, si incrociano le votazioni sul caso Ruby e sul federalismo, riparte la conta.
Le sorti della legge simbolo del Carroccio hanno tra le possibili conseguenze le elezioni anticipate, come hanno ribadito i vertici del partito nella notte, dopo un lungo vertice a Palazzo Grazioli con il premier.
Poi c’è il voto sulla richiesta della giunta per le autorizzazioni a procedere di rinviare alla procura di Milano gli atti relativi all’inchiesta che vede tra gli imputati il premier per concussione e prostituzione minorile, è una sorta di voto di fiducia alla maggioranza.

Riguardo il federalismo, con la conferma del sì della Svp, la situazione in Bicamerale sarebbe, al momento, di un perfetto pari: 15 a 15.
Risulterà decisivo il voto di Mario Baldassarri, di Futuro e libertà.
Oggi il senatore, dopo aver incontrato Calderoli e il premier e registrato un’apertura sulla proposta dell’Iva “condivisa“, aveva però preso tempo in vista del voto.
Poi la riunione dei componenti del Terzo Polo ha ribadito il no complessivo al provvedimento.

Il rischio che il parere finale sia un pareggio preoccupa Palazzo Chigi. In particolare Roberto Calderoli che sa come sia difficile portare avanti la legge delega senza avere un effettivo parere positivo da parte della commissione. Berlusconi invece intende procedere all’emanazione del decreto anche in caso di parità. Così il ministro per la semplificazione ha convinto il premier al dialogo con il finiano Baldassarri e ha aperto alle proposte avanzate dai finiani. Ma, al di là degli aspetti tecnici, Umberto Bossi pretende una risposta politica: lo stato maggiore del Carroccio, ancora stanotte, ha ribadito la volontà di trovare una maggioranza politica in bicamerale. In caso contrario, si sottolinea, si aprirebbe la strada delle elezioni anticipate.

Le opposizioni, infatti, voteranno a favore delle ultime due novità richieste dai finiani e a quanto pare accolte nel decreto (compartecipazione a Iva e fondo per gli inquilini), ma il giudizio sull’impianto complessivo del provvedimento resta negativo. E Bersani avverte: Se ci sarà pareggio in Commissione il governo deve dare le dimissioni.

Poi in aula arriverà il caso Ruby. La proposta della Giunta delle autorizzazioni a procedere sulla richiesta di perquisizione a carico degli studi di Giuseppe Spinelli, di pertinenza della Presidenza del Consiglio e quindi di Silvio Berlusconi, arriverà alla Camera alle 15. Gli interventi saranno limitati nell’arco di quattro ore e alle 19 si svolgeranno le operazioni di voto, che sarà espresso in forma palese e non segreta. Un voto comunque viziato dal contenuto dell’interrogatorio di Nicole Minetti, indagata per favoreggiamento e induzione della prostituzione.

Matteo Oliviero